Pubblicato il 01/07/2019

Usa-Corea del Nord, ultime notizie: passi avanti dopo la visita di Trump?

autore: Michele Mastandrea
Usa-Corea del Nord, ultime notizie: passi avanti dopo la visita di Trump?
Usa-Corea del Nord, ultime notizie: passi avanti dopo la visita di Trump?

Usa-Corea del Nord: prima storica visita di un presidente americano, a che punto siamo sul dossier relativo alla Penisola Coreana? Non troppo avanti. Se il passo di Trump nella parte nordcoreana della Zona Demilitarizzata ha senza dubbio avuto un importante impatto simbolico, niente di più di una generica ripresa dei colloqui è stata stabilita tra i due paesi.

Le cause del fallimento dello scorso vertice, tenutosi nel febbraio 2019 ad Hanoi, continuano a non essere affrontate. La spinta emersa dal primo storico incontro tra Trump e Kim nel 2018 a Singapore non ha ancora portato ad avanzamenti tangibili. Non è stata infatti data interpretazione pratica alla formula che prevedeva la “completa denuclearizzazione della penisola coreana”.

Da non dimenticare è poi la variabile della Cina, convitato di pietra in ogni meeting tra le due nazioni. Pechino è abile nell’adeguare la questione della Penisola Coreana alle proprie esigenze tattiche e strategiche, accelerando e rallentando in tandem con il suo alleato Pyongyang.

Usa-Corea del Nord: due paesi tecnicamente ancora in guerra, dato che nessun armistizio è stato firmato in seguita alla tregua del 1953. Questa stabilì i confini tra Nord e Sud intorno al 38esimo parallelo dopo tre anni di guerra durissima.

Trump e Kim vogliono riprendere le trattative

L’Agenzia di Stato nordcoreana KCNA ha parlato di meeting utile per «continuare colloqui produttivi per avviare ulteriori progressi nella denuclearizzazione della penisola». Trump ha confermato l’impegno a riformare, entro due-tre settimane, gruppi di lavoro in grado di appianare le differenze di posizioni finora registrate.

Potrebbe essere un primo passo positivo verso una ripresa delle trattative, apprezzato anche dal Segretario ONU Guterres. Allo stesso tempo, l’invito reciproco dei due presidenti di visitare le proprie capitali può essere un segno distensivo in termini diplomatici per il futuro della Penisola Coreana.

Eppure, i due leader non hanno dichiarato molto nel merito delle questioni, rimanendo piuttosto ancorati nelle loro posizioni. Gli Usa esprimono la generica volontà di fare rinunciare la Corea al possesso di armi nucleari, al di là delle tempistiche più o meno veloci sul come realizzarlo. Kim tiene il punto sul tema di alleggerire le sanzioni economiche a Pyongyang, così come sull’affrontare la questione della presenza militare statunitense in Corea del Sud. Un tema che interessa molto anche Pechino, sempre più interessata a conquistare posizioni nel suo estero vicino.

Usa-Corea del Nord: dossier esterno ed interno per Trump

A quanto dichiarato dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo, intorno a luglio ci saranno nuovi colloqui ad alto livello tra i due paesi. Lo stesso Pompeo ha però affermato che le sanzioni dovranno rimanere attive durante il dialogo sul futuro della Penisola Coreana. Non va dimenticato che non più tardi dello scorso maggio i nordcoreani hanno effettuato nuovi test missilistici, i primi in 18 mesi.

Trump non si disse particolarmente colpito dai test, a differenza però del suo alleato regionale Shinzo Abe. Gli imperativi di Trump rischiano di differire da quelli dei suoi alleati regionali, preoccupati dall’assertività di Kim e da una costante tensione al “disimpegno” dal ruolo di leader militare da parte degli Usa rispetto all’Asia Nord-Orientale.

Critiche a Trump sono arrivate dal fronte interno, dai candidati e dalle candidate del Partito Democratico impegnati nella campagna elettorale verso le Presidenziali 2020. Sotto accusa è la capacità di Trump di realizzare effettivi passi avanti a partire dalla sua sbandierata amicizia con Kim. In particolare la senatrice Elizabeth Warren ha accusato Trump di rincorrere photo opportunities con un dittatore spietato. Il senatore Bernie Sanders ha segnalato la mancanza di strategia dietro le mosse di Trump.

Di segno opposto le parole invece di papa Francesco, che ha plaudito all’incontro. Il dossier coreano senza dubbio sarà tra i tempi più importanti di politica estera della prossima campagna elettorale americana, al fianco di quello iraniano.

Autore: Michele Mastandrea

Nato nel 1988, vive a Bologna. Laureato in Relazioni Internazionali all'università felsinea, su Termometro Politico scrive di politica estera ed economia.
Tutti gli articoli di Michele Mastandrea →