Indennità di comunicazione o invalidità civile Inps: differenza e che cambia

Pubblicato il 16 Luglio 2019 alle 12:20 Autore: Daniele Sforza

Indennità di comunicazione e invalidità civile Inps: quali sono le differenze tra i due benefici e cosa cambia per il soggetto beneficiario.

Indennità di comunicazione o invalidità civile Inps: differenza e che cambia

Quali sono le differenze tra indennità di comunicazione e invalidità civile Inps? Cosa cambia tra l’uno o l’altro beneficio? Andiamo a vedere cosa è di preciso l’indennità di comunicazione, qual è la normativa a cui fare riferimento e a chi è riservata.

Indennità di comunicazione: cos’è e a cosa serve

L’indennità di comunicazione è definita dalla Legge n. 508 del 21 novembre 1988. All’articolo 4 si legge infatti quanto segue. “A decorrere dal 1° gennaio 1988, ai sordomuti come definiti nel secondo comma dell’articolo 1 della legge 26 maggio 1970, n. 381, è concessa una indennità di comunicazione non reversibile, al solo titolo della minorazione” e vale per 12 mensilità. Questa indennità “sarà corrisposta d’ufficio ai sordomuti titolari dell’assegno mensile di cui alla legge 26 maggio 1970, n. 381, trasformato in pensione non reversibile dall’articolo 14-septies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, e a domanda negli altri casi con decorrenza dal primo mese successivo alla data di presentazione della domanda stessa”.

Non vi sono limiti di reddito, mentre è prevista la cumulabilità con le seguenti prestazioni:

  • Pensioni per lavoratori autonomi e dipendenti, erogate da Inps e altri enti;
  • Pensioni dirette di invalidità per causa di guerra o di servizio;
  • Indennità di accompagnamento;
  • Rendita Inail.

Ciò significa che chi riceve l’indennità di accompagnamento potrà anche ricevere quest’altra indennità, vista la loro cumulabilità.

Indennità di comunicazione: beneficiari

Il beneficiario dell’indennità di comunicazione è il soggetto sordomuto, la cui definizione è stabilita dalla Legge n. 95 del 20 febbraio 2006 (articolo 1). Qui si legge che “si considera sordo il minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio”.

Requisiti richiesti e importo 2019

I criteri di calcolo della sordità sono differenti se il soggetto che ne è affetto ha meno o più di 12 anni. Nel primo caso l’ipoacusia deve essere pari o superiore a 60 decibel HTL in media tra le frequenze 500, 1000 e 2000 hertz nell’orecchio migliore. Nel secondo caso l’ipoacusia dovrà essere superiore a 75 decibel, ma l’insorgenza della stessa dovrà essere precedente al compimento del 12° anno di età. In ogni caso l’indennità di comunicazione non dipende dal reddito percepito e per averla bisognerà essere cittadino italiano o comunitario, oppure extracomunitario con permesso di soggiorno CE di lungo periodo.

L’importo dell’indennità previsto per il 2019 ammonta a 256,89 euro.

Indennità di comunicazione e invalidità civile: le differenze

Naturalmente, come è intuibile, le principali differenze tra l’indennità di comunicazione e l’invalidità civile sussiste nella destinazione dell’agevolazione. Che nel primo caso corrisponde ai sordi civili, mentre nel secondo si associa a diverse patologie, a patto che queste determinino una riduzione permanente della capacità lavorativa superiore a 1/3 (quindi, dal 34% in poi). Per ulteriori informazioni, potete cliccare su questo articolo.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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