22/07/2019

Legge 104 e pensione invalidità con diabete di tipo 2: quando fare domanda

autore: Guglielmo Sano
Legge 104 pensione invalidità con diabete di tipo 2: quando fare domanda
Legge 104 e pensione invalidità con diabete di tipo 2: quando fare domanda

Come molti sanno, il diabete è considerato una patologia invalidante, quindi, chi ne soffre può accedere ai benefici garantiti dalla Legge 104.

Legge 104: la tabella dell’Inps

Il diabete, patologia che – per dirla in breve – colpisce l’apparato endocrino, in molti casi comporta una riduzione della capacità lavorativa; dunque, a seguito di valutazione da parte di apposita commissione sanitaria Inps, a chi soffre di un determinato tipo di diabete può essere assegnata una precisa percentuale di invalidità; diabete mellito di tipo 1 o 2 con complicanze micro-macroangiopatiche con manifestazione cliniche di medio grado, percentuale compresa tra il 41% e il 50%; diabete mellito insulino-dipendente con mediocre controllo metabolico e iperlipidemia o con crisi ipoglicemiche frequenti nonostante terapia, invalidità tra il 51% e il 60%; diabete mellito complicato da grave nefropatia e/o retinopatia proliferante, maculopatia, emorragie vitreali e/o arteriopatia ostruttiva, invalidità dal 91% al 100%.

Da ricordare a questo punto che hanno diritto all’assegno di invalidità – al di sotto della soglia di reddito stabilita dalla legge – coloro a cui viene assegnata una percentuale di invalidità, appunto, superiore al 74%. Invece, a coloro cui viene assegnata una percentuale di invalidità del 100% potranno richiedere la pensione d’inabilità. Ora, quindi, si deve sottolineare che a chi soffre di diabete mellito di tipo 1 o 2 con complicanze micro-macroangiopatiche con manifestazioni cliniche di medio grado viene assegnata una percentuale di invalidità compresa tra il 41% e il 50%, insufficiente, in pratica, per percepire l’assegno di invalidità e ancor di più la pensione di invalidità ma bastevoli per accedere ai benefici “base” della Legge 104.

Come fare domanda?

Per fare domanda, sarà necessario innanzitutto che il proprio medico curante effettui la diagnosi della patologia; lo stesso dovrà poi inviare la documentazione che ne attesta la gravità all’Inps: in quel momento sarà assegnato un numero di protocollo che servirà per svolgere la procedura di presentazione della domanda (deve essere svolta entro 90 giorni dall’invio della certificazione medica all’ente). Successivamente una commissione dell’Inps valuterà la percentuale da attribuire in base alle specifiche tabelle.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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