Polo, magliette e dintorni

Pubblicato il 24 Luglio 2019 alle 17:24 Autore: Nicolò Zuliani

Il motivo per cui da qualche anno va di moda tenere il colletto delle polo rialzato è indicatore di chi sono le icone di stile mondiali, oggi. È anche lo stesso motivo per cui oggi i ragazzini si soffiano il naso tappandosi la narice, o sputano: lo vedono fare agli sportivi. Nei primi 2000 giornali e TV martellavano con le regate e con Luna Rossa*.

I marinai portavano il colletto delle polo rialzato per ripararsi la nuca dal sole, ma il popolo lo prese come segno di sfacciataggine guascona. Dieci anni dopo, le grandi firme – cioè il demonio – vendono polo con loghi, scritte e bandiere dietro al colletto, certi che gli idioti li esporranno.

Cos’era una polo

Se l’è inventata un tennista, Renè Lacoste; giocava in camicia a maniche lunghe e si arrotolava le maniche per cercare refrigerio. Del resto il 1930 era un periodo esteticamente civile e ovunque vigevano dress code tassativi che al minimo sgarro implicavano l’espulsione. Nei tennis club il dress code è durato fino agli anni ’80, e ho fatto in tempo a vederlo persino io a Mestre.

Io e i debosciati guardavamo da dietro i cespugli e sognavamo che un giorno anche noi saremmo stati lì a bere Tom Collins dopo un match.

Era uno spettacolo: dovevano tutti essere bianchi. Pantaloni, corti o lunghi che fossero, o gonna. Il problema erano le camicie di cotone Oxford a maniche lunghe. Lacoste studiò assieme a un sarto un tessuto capace di essere fresco, pratico e che rispettasse il dress code. Così nacque il piquet, stoffa resistente ma traspirante.

Ed è questo il grande equivoco

La polo non è un capo informale o casual, soprattutto non è elegante. È sportiva; ovvero un indumento pensato per gente che ha il fisico di chi pratica sport e si trova in contesti dove si pratica sport. A livello di fresco e comodità una camicia di lino e una polo sono la stessa cosa, a livello estetico no. Perché la polo non perdona niente. Evidenzia spalle spioventi con l’attaccatura della manica sulla spalla, rimpicciolisce le braccia con l’orlo troppo largo e soprattutto mette i neon sulla vita sedentaria.

Il signore è magro, ma sembra avere i corrimani dell’amore
Il signore è grosso, ma sembra avere i braccini
Il signore fa sport – e sa scegliere i colori

C’è un motivo se la moda mostra le polo sempre e solo addosso a ventenni iperallenati, è un messaggio coerente. Inoltre, a quell’età non devi preoccuparti di sminuire i tuoi difetti ed evidenziare i pregi. Da adulti sì, quindi se non sei uno sportivo, pensaci bene prima di mettere una polo.

Come si sceglie?

La regola delle spalle della camicia vale anche qui: l’attaccatura deve sfiorare il muro, la lunghezza della manica deve arrivare all’inizio di tricipite e bicipite o poco sotto, per quella regola delle proporzioni di cui ti ho parlato. Se sei asciutto, portala dentro i pantaloni; ti evita di sommare al girovita lo spessore della cintura e trasmette un’idea di ordine. Se sei reduce da banchetti o non hai smaltito il natale, tienila fuori.

Riguardo ai bottoni, idem alle camicie: chiudi il primo e lascia aperto l’ultimo, ti allarga le spalle e toglie quell’idea di compostino che oggi è obsoleta. Il colletto devi tenerlo giù perché il punto dell’eleganza, come ho già detto, consiste nell’essere appropriato. Il colletto se lo tirano su i marinai in barca; se sei in un centro commerciale a Milano, tienilo giù.

Colori e fantasie

Perché possa durare negli anni, una polo deve avere il minor numero di scritte e putiù tricchetracche possibile; sceglila a tinta unita evitando colletti a contrasto, loghi monstre, numeri, bandiere. Guardala bene e domandati se è di moda e l’hai vista addosso a ottomila babbei, oppure se in linea teorica potrebbe essere di tuo padre, o di tuo figlio. In questo modo, quando ti insegnerò a mescolare i colori, non ti troverai con dieci polo che stanno bene solo coi pantaloni bianchi per sei mesi.

Bene (logo di dimensioni accettabili, marca irrilevante)
Male
Modello recapitato a domicilio a chi riesce ad ascoltare un celebre youtuber romano per oltre ventidue secondi
SUV in leasing, calvizie col gel, pizzetto sottile, e si sgramma in disco tra gli sbarbati

Perché c’è così tanta differenza di prezzi, in giro?

O perché sopra c’è stampato un logo o una firma, o perché il piquet con cui sono fatte è di alta qualità. Come oramai avrai imparato, le due cose non coincidono. Le polo che vendono a 40 euro coi saldi sono state prodotte al costo di 5 o 10 centesimi in India con un piquet “100% cotone” che appena lo stiri sa di plastica bruciata. Le polo più costose sono di marche semisconosciute e sono fatte con il processo di carbonificazione che elimina i peletti dal cotone prima di venire intrecciato, quintuplicando traspirabilità, resistenza e durata. E prezzo.

Tessuto piquet

Perché devo evitare colori e fantasie?

Colori no, anzi. Devi evitare ce ne siano tanti, per lo stesso motivo per cui devi stare lontano dalle magliette con le scritte o i disegni: cancellano il tuo viso, ossia la tua identità. Gira per strada e ti accorgerai che ricordi di più le scritte sulle magliette che la faccia di chi le porta. Alla fine torni a casa e non sai se hai incontrato delle persone o scrollato una pagina di meme. A livello psicologico non fa bene a te e nemmeno a loro, perché siamo una specie nata per socializzare. Tu mi vedi, quindi esisto.

Il motivo di questo recente fiorire di magliette con motti e tatuaggi con citazioni meriterebbe un capitolo a parte, e qui non sarebbe appropriato. Però ricordati che tu sei la cosa più importante che hai addosso, e i vestiti servono ad accompagnare lo sguardo, non a distoglierlo.

Dimenticavo: sì, la polo si può portare con la giacca

*= ciao equipaggio di Luna rossa, tanti saluti da quello sull’Oman sail che durante l’Extreme sailing race, mentre quasi vi decapitavano durante il sorpasso, urlava in veneziano. A volte quando ascolto questa canzone rivivo quel momento.

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L'autore: Nicolò Zuliani

Veneziano, vivo a Milano. Ho scritto su Men's Health, GQ.it, Cosmopolitan, The Vision. Mi piacciono le giacche di tweed.
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