07/08/2019

Pensioni ultima ora: Quota 100, Decaro “Quota 100 blocca i comuni”

autore: Giuseppe Spadaro
Pensioni ultima ora: Quota 100, Decaro “Quota 100 blocca i comuni”

Pensioni ultima ora: il dibattito su Quota 100 è aperto e sempre abbastanza vivo. Dopo le esternazioni, anche negli ultimi giorni, del sottosegretario al lavoro Claudio Durigon che è tra i più convinti sostenitori della misura non mancano gli interventi critici. Uno degli ultimi arriva dal sindaco di Bari e presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani Antonio Decaro.

Pensioni ultima ora, Decaro su effetti di Quota 100

Il sindaco di Bari parla di Quota 100 soffermandosi sulle conseguenze per gli enti locali circa l’opportunità di andare in pensione offerta ai lavoratori che hanno raggiunto i due requisiti base di 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

Oltre che in un’intervista al quotidiano torinese La Stampa Decaro ne ha parlato durante la trasmissione tv L’Aria che tira in onda su La7. “Secondo il governo il provvedimento è un’opportunità. Per noi, invece, è più dannoso che utile. Rischia di paralizzare i servizi nei Comuni. Se per assumere giovani i Comuni rischiano di bloccare i servizi è il segnale che qualcosa non sta funzionando. Stiamo chiedendo lo sblocco delle graduatorie esistenti e vista l’emergenza anche la possibilità di assumere personale con una spesa pari al trenta per cento rispetto al budget corrente”.

Il riferimento è dunque allo svuotamento di personale destinato ai uffici pubblici come effetto del pensionamento di coloro che man mano stanno utilizzando la possibilità di Quota 100. Inoltre Decaro parla della necessità di tempi lunghi per assumere il nuovo personale con cui rimpiazzare i dipendenti in uscita dagli uffici pubblici.

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Quota 100, Decaro ed il ruolo dei sindaci

Pensioni ultima ora – Da rappresentante dei Comuni, Decaro evidenzia il ruolo dei sindaci che “ogni giorno sul territorio si confrontano con le richieste dei cittadini”.

Sui tempi del turn-over ecco le parole del sindaco di Bari: “Certo, ma le cose vanno fatte per bene e nei tempi giusti. Adesso il personale chiede di uscire anticipatamente, tra due anni, forse, faremo nuove assunzioni che però non saranno pari a quelle perdute in tutti questi anni passati. Purtroppo si è sottovalutato il fatto che tra il bandire un concorso e assumere nuovi dipendenti possono passare anche due anni. E poi, è vero che il turn over è stato sbloccato al 100% ma è vero anche che tutto il personale perduto negli anni passati non potrà essere reintegrato”.

Soluzioni? Per Decaro sarebbe possibile risolvere, almeno in parte, la questione “attingendo alle graduatorie degli idonei dei passati concorsi. Del resto, se sono idonei non sono mica stati bocciati”.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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