Pubblicato il 30/08/2019 Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2019 alle 09:06

Sondaggi TP: Gianluca Borrelli a Coffee Break (26/08/2019)

autore: Alessandro Faggiano
Sondaggi TP Gianluca Borrelli a Coffee Break 26 agosto 2019
Sondaggi TP: Gianluca Borrelli a Coffee Break (26/08/2019)

La crisi istituzionale sembra volgere al termine, grazie all’accordo trovato – in tempi relativamente brevi – tra PD e Movimento 5 Stelle. Per quest’estate, la politica non è andata in vacanza e qui, su Termometro Politico, abbiamo continuato a sondare l’opinione degli italiani.

Gianluca Borrelli, presidente e fondatore di Termometro Politico, ha presentato in esclusiva a Coffee Break (La7) il nostro ultimo sondaggio. Le rilevazioni sono state effettuate tra il 21 e il 23 agosto (quindi prima della chiamata di Conte per il secondo incarico), giorni nel quale la trattativa M5S-PD cominciava a prendere piede. Ciò è stato sottolineato da Borrelli per chiarire alcuni dati che sembrano andare in controtendenza rispetto ad altri istituti demoscopici.

Qui, il video con tutti gli interventi di Gianluca Borrelli a Coffee Break del 26 agosto 2019.

Sondaggi TP: il governo M5S-PD-LeU favorisce la Lega

Osservando le variazioni per le intenzioni di voto, notiamo che la Lega ha avuto un rimbalzo positivo (+0,5%) dopo aver perso circa un punto e mezzo a causa della crisi di governo. Cresce anche il PD, che rosicchierebbe voti alle formazioni di centro (+Europa) e sinistra (Verdi, La Sinistra). Il Partito Democratico risale al 24,1%: uno dei dati più positivi, per i dem, degli ultimi due anni. Perderebbe terreno, invece, il Movimento 5 Stelle. I pentastellati si fermano al 17,8% (in calo di 0,6 punti rispetto alla nostra ultima rilevazione). Borrelli ricorda che il sondaggio è stato contestualizzato nello scenario di un governo M5S-PD. “E una buona parte degli elettori 5 Stelle non vuole assolutamente quest’alleanza. Appena si è detto che si faceva un governo con il Partito Democratico, le cose sono cambiate”.

Sondaggi TP: maggioranza voleva elezioni anticipate

Abbiamo anche sondato gli umori degli italiani sul da farsi: meglio un governo politico M5S-PD-LeU o elezioni anticipate? La maggioranza avrebbe preferito un ritorno immediato alle urne (il 52%, a fronte del 35% di coloro che preferiscono un governo politico). Borrelli ha spiegato che “per tanti anni c’è stata una battaglia feroce tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Se questo governo deve durare quattro anni, gli elettori del M5S non sono poi così d’accordo.”

Anche se il totopremier si è concluso ufficialmente il 28 sera, con la convocazione di Conte al Quirinale, riportiamo le ragioni per il quale il premier uscente era così importante per i pentastellati. Borrelli ha mostrato come “il grosso degli elettori del M5S vuole Conte, mentre invece la sinistra più radicale preferisce Roberto Fico. Conte è determinante per il 5 Stelle perché è il collante: fa da tampone alla possibile emorragia di voti da parte di chi odia il PD e che andrebbe verso la Lega.”

Inoltre Conte raccoglieva, nel sondaggio pubblicato prima della sua nomina ben il 26% dei consensi che andavano ben oltre le intenzioni di voto per il M5S in quel momento, segno di un consenso personale molto alto, che secondo altri istituti ha portato poi un recupero dei 5 Stelle

Sondaggi TP: il limite dei due mandati non è una discriminante per la base dei 5 Stelle

In chiusura, si parla del limite dei due mandati per i parlamentari a cinque stelle. Come risulta dal sondaggio, alla maggioranza del campione (non segmentato per intenzioni di voto) non interessa: possono fare quello che vogliono (34%). Tuttavia, risulta sì interessante notare come il “no” alla deroga del doppio mandato sia marcato prevalentemente da elettori della Lega o del PD. Al contrario, alla gran parte degli elettori 5 Stelle (Borrelli differenzia tra la gran base votante e i militanti, quelli che vanno a partecipare su Rousseau) questo non sembra essere così importante.

“Questa regola sembra essere più vera per tutti quanti gli altri, anche perché per i militanti è un punto fondamentale.” E c’è su questo punto una possibile differenza tra i militanti (alcune decine di migliaia) e la base elettorale (quantificata in milioni di persone).

La raccolta dati evidenzia come una buona parte dell’elettorato del M5S venga dal Sud, dalle classi meno abbienti e con la terza media. Il Movimento ha captato il voto delle classi popolari, le quali sembrano poco interessate a queste dinamiche, che non incidono direttamente sulla qualità della vita loro vita. Insomma per una parte consistente dell’elettorato 5 stelle le priorità sembrano essere altre.

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Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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