Pubblicato il 05/09/2019

Conto corrente cointestato: quali sono i pro e i contro per i titolari

autore: Guglielmo Sano
Conto corrente cointestato: quali sono i pro e i contro per i titolari
Conto corrente cointestato: quali sono i pro e i contro per i titolari

Una sentenza della Cassazione fornisce, indirettamente, un’interessante disamina dei vantaggi e degli svantaggi di un conto cointestato.

Conto corrente cointestato: la vicenda esaminata dalla Cassazione

Il caso preso in esame dalla Cassazione riguarda tre fratelli che ereditano il conto di un genitore dopo il decesso di quest’ultimo. Successivamente uno dei tre fratelli decide di prelevare una grossa somma di denaro dal conto prima che il denaro depositato in banca venga ripartito tra gli eredi: a questo punto gli altri due fratelli gli faranno causa per ottenere la restituzione della somma. Il fratello autore del prelievo, però, si difenderà sostenendo di avere la titolarità del denaro prelevato dato che il conto era cointestato.

La cointestazione non prevede la cessione del credito

Secondo quanto decretato dagli Ermellini, tutti i cointestatari possono operare sul conto, tuttavia, alla cointestazione del conto corrente non corrisponde la cessione del denaro depositato su quest’ultimo; perché si configura una cessione in questi termini, d’altra parte, è necessario sottoscrivere un apposito contratto. Detto ciò, tornando al caso di cui prima, i tre fratelli possono avanzare pari diritti sul denaro depositato sul conto cointestato, quindi, nessuno dei tre può impossessarsi di un ingente parte di questo. Per essere ancora più precisi si può dire che cointestazione non significa comproprietà del denaro ma piuttosto presunzione di comproprietà: i cointestatari, anche in assenza di accordi, devono regolarsi come se quanto depositato sul conto fosse stato già diviso in parti uguali.

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Conto cointestato: i pro e i contro

Basta dire questo per capire come lo svantaggio principale del conto cointestato consista nel dover monitorare attentamente i prelievi effettuati dagli altri cointestatari; ciò è ancor più vero considerando che la banca non ha alcuna responsabilità sull’entità dei prelievi, quindi, uno dei cointestatari può prelevare più di quanto gli spetta senza che nessuno possa impedirglielo. D’altro canto, soprattutto nel caso di una coppia di coniugi, il pro per eccellenza del conto cointestato è quello di poter effettuare tutte le operazioni senza bisogno di richiedere continuamente una delega (tra l’altro, si può prevedere la “firma congiunta” se alcune di esse superano una certa soglia).

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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