Pubblicato il 09/09/2019

Lo scherzo di Dante Alighieri a Giggino Di Maio

autore: Nicolò Zuliani
Lo scherzo di Dante Alighieri a Giggino Di Maio

La Divina Commedia è scritta su tre livelli di comprensione; dei tre cantici, l’Inferno è il più famoso proprio perché è il più pop, scritto per essere compreso anche da un falegname di Mestre. Non puoi prendere l’Inferno e decidere quale parte è più o meno bella; puoi solo scorrere le righe con le mani tra i capelli e alternare meraviglia, stupore, terrore, orrore e venerazione per quella che è stata una delle tre più grandi penne della Storia. Uno dei millemila elementi che rendono l’Inferno grandioso è la scelta delle punizioni cucite sui personaggi, tanto che a distanza di settecento anni il concetto di “contrappasso dantesco” è una frase di uso comune.

“E io che ci azzecco?”

Torniamo all’estate di due anni fa.

Nel 2017 c’è il governo Gentiloni, a marzo il ministro degli esteri Alfano a marzo ha detto di non volersi ricandidare creando svariati scompigli in un’estate dove si parla parecchio di interventi militari in Siria, Ius soli, crisi dei migranti e Orban che ci chiede di chiudere i porti. Nel frattempo, in Italia siamo in piena emergenza incendi, e questa volta non è la solita sparata allarmista. Di Maio è vicepresidente della camera, la sua popolarità nel M5S è all’apice, e sul suo profilo Facebook scrive:

È tutto bellissimo, solo che Di Maio non fa parte dell’esecutivo. Non ha l’autorizzazione a far entrare nello spazio aereo italiano velivoli stranieri, anche se civili. E del resto non è che qualunque deputato possa alzare il telefono e chiedere aerei agli altri stati; da una parte potrebbero dire “scusi, ma poi chi paga?” e dall’altro potrebbero sovraffollare i cieli, dato che non sono coordinati.

Il giornalismo italiano si fa due domande, ma subito dall’ambasciata francese fanno sapere che non hanno mai ricevuto mail o telefonate da Di Maio. Subito dopo Alexander Winterstein, portavoce della commissione europea, fa sapere che sì stanno arrivando tre canadair, ma perché li ha chiesti – e ottenuti – la protezione civile secondo procedura. È poi il turno dell’ambasciatore tedesco Susanne Wasum-Rainer, la quale informa Giggino che né la Germania né l’Austria possiedono dei canadair. Arriva poi la Croazia, che dopo attente verifiche fa sapere di non aver mai ricevuto alcuna chiamata. La Spagna dice che “è la prima volta che sentiamo questa storia”. Alla Grecia? “Non ci risulta”.

Dopo valanghe di sfottò e derisioni, supercazzole e giustificazioni che rendono le cose ancora più inverosimili, smentite e doppie smentite, la storia passa in giudicato e si consegna a quello sconfinato archivio che sono le figure barbine del M5S. Ma il contrappasso di Dante è dietro l’angolo, e oggi Di Maio è ministro degli esteri.

Ecco, se questo non è un contrappasso dantesco, ci va molto vicino.

Autore: Nicolò Zuliani

Veneziano, vivo a Milano. Ho scritto su Men's Health, GQ.it, Cosmopolitan, The Vision. Mi piacciono le giacche di tweed.
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