Multa autovelox in città: quando è legittima e chi può emetterla

Pubblicato il 18 Settembre 2019 alle 14:00 Autore: Claudio Garau

Multa autovelox in città: in quali circostanze è da ritenersi legittima e quando invece va incontro a nullità. Chi può emetterla.

Multa autovelox in città: quando è legittima e chi può emetterla
Multa autovelox in città: quando è legittima e chi può emetterla

Non sempre l’utilizzo degli autovelox in città è consentito dalla legge, ci sono infatti regole specifiche da rispettare. In caso contrario, la eventuale multa autovelox emessa per il superamento dei limiti di velocità, è da considerarsi illegittima. Vediamo allora di fare luce su questa situazione, in modo da capire quando la sanzione vale e quando no.

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Multa autovelox mobili e montati su cavalletti: casi di illegittimità

Il caso più tipico di multa autovelox è quello legato agli apparecchi autovelox mobili, montati su un tratto di strada urbana. La loro caratteristica è appunto quella di non essere fissi e di poter essere trasportati e montati ovunque. Solitamente la loro presenza è accompagnata a quella degli agenti delle forze dell’ordine, ed è presegnalata da un apposito cartello, attraverso il quale il guidatore è avvisato della presenza del rilevatore di controllo elettronico della velocità.

In particolare, nelle strade cittadine – ovvero quelle più trafficate -, è obbligatoria la presenza della polizia come presidio dell’autovelox. Insomma, l’apparecchiatura non può essere lasciata incustodita. Ciò anche e soprattutto in quanto la contestazione dell’eventuale superamento dei limiti di velocità va contestata, da parte della polizia, in modo immediato e subito dopo l’infrazione stessa. Infatti al conducente deve essere data possibilità di difendersi e di opporre ragioni giustificative della sua condotta, come uno stato di necessità o cause di forza maggiore. Nel caso non sia garantita la contestazione immediata, la multa andrebbe incontro ad illegittimità.

In verità, la contestazione differita è ammessa, ma esclusivamente se l’apparecchio per multa autovelox consente l’accertamento soltanto dopo il passaggio del veicolo oppure se è impossibile fermare il mezzo in tempo utile e in sicurezza, perché ad esempio si tratta di una strada cittadina a più corsie e con molto traffico.

Gli autovelox sono strumenti elettronici ed, in quanto tali, debbono essere sottoposti ciclicamente a taratura, che deve risultare da apposito certificato. Se in caso di impugnazione della multa autovelox, tale attestazione non viene prodotta ed esibita al magistrato, la multa è da considerarsi illegittima e quindi non va pagata.

Esistono anche gli autovelox mobili, ma montati direttamente all’interno delle auto della polizia, ed attivati con l’auto in movimento. La legge ammette che tali apparecchiature possano essere usate su ogni tipo di strada e, ovviamente, in questi casi non vanno segnalate con cartello. Tuttavia debbono anch’esse essere controllate e tarate periodicamente: in caso contrario, la multa sarebbe illegittima.

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Autovelox fissi e multe

Esistono poi gli autovelox che funzionano in modo automatico, essendo fissati all’asfalto, senza la presenza degli agenti di polizia. Per legge, anch’essi vanno segnalati con appositi cartelli posizionati ad una certa distanza. In città, la eventuale multa emessa da tale apparecchiatura fissa è legittima solo se si tratta di strade a scorrimento, vale a dire strade a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici. Ne consegue che in ambito cittadino, l’autovelox fisso e automatico non è consentito sulle normali strade urbane e l’eventuale multa emessa, è da considerarsi illegittima.

Con un autovelox di questo tipo, il conducente non potrà fare contestazione immediata e vedrà la multa recapitata direttamente a casa. A causa di questa “diminuzione” della tutela del guidatore, la legge impone che l’autovelox su strade urbane a scorrimento, debba comunque ricevere autorizzazione con decreto del Prefetto.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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