Pubblicato il 01/10/2019

Ius Culturae: stop dal M5S, Di Maio “non è una priorità”

autore: Alessandro Faggiano
Ius Culturae: stop dal M5S, Di Maio "non è una priorità"
Ius Culturae: stop dal M5S, Di Maio “non è una priorità”

Lo Ius Culturae non sarebbe sicuramente un tema centrale in questo momento – tra legge di bilancio, il possibile aumento dell’Iva, i tentativi di fare passi in avanti nella politica migratoria comune e il salario minimo orario -. È questa l’opinione del ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio. Il capo politico dei 5 Stelle ha espresso delle riserve su una proposta che, ciclicamente, torna in auge e che divide l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari. Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, predica calma. L’ex segretario dem crede che lo ius culturae non sia un tema centrale da trattare per questo governo: se si può fare, bene, altrimenti si va avanti comunque. Renzi e Di Maio sembrano aver trovato una certa intesa sui punti cardine dell’azione di questo governo: evitare l’imposizione di nuove tasse (si veda il caso della sugar tax proposta da Fioramonti) e qualsiasi incremento dell’IVA.

Si è tornato a parlare del tema in vista della discussione in Commissione Affari Costituzionali del disegno di legge 105/2018 presentato da Laura Boldrini, che invoca “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza”.

Chi è favorevole e chi contrario allo Ius Culturae

Ci sono però voci importanti favorevoli, sia dal lato dei democratici sia da quello dei pentastellati. Per il partito con sede al Largo del Nazareno, si fa avanti Graziano Del Rio: “è molto importante che si discuta del tema di dare più garanzie e più diritti senza pregiudizi. Si tratta di ragazzi e bambini che sono nati, vivono e studiano in Italia.” Del Rio ha rimarcato come si tratti di un testo più morbido rispetto al testo originario e che “non fa propaganda sulla pelle di questi ragazzi.” Del Rio conclude affermando che “la democrazia ha tutto da guadagnare nel dare più diritti“.

Anche il ministro Lorenzo Fioramonti (M5S) si mostra favorevole allo ius culturae. Per l’inquilino del MIUR “è una buona idea: sono convinto che bisogna essere intelligenti con l’inclusione e l’integrazione, è l’unico sistema che funziona.”

Tra le voci contrarie troviamo le principali forze di centrodestra, con Matteo Salvini e Giorgia Meloni in testa. Entrambi si sono detti pronti a lottare contro l’approvazione di questo testo.

Cos’è lo Ius culturae?

Lo ius culturae prevede la concessione della cittadinanza al minore straniero entrato in Italia entro i 12 anni che abbia frequentato un percorso formativo per almeno 5 anni sul territorio nazionale. C’è una differenza importante rispetto allo ius soli: quest’ultima prevede che chi nasce nel territorio di un certo stato ottenga automaticamente la cittadinanza. Sul piano concettuali, sono due forme di ottenere – di vivere – la cittadinanza sostanzialmente diverse, in quanto la prima si centra prevalentemente sull’integrazione culturale (operata attraverso il percorso scolastico). Lo Ius soli, dall’altro lato, potrebbe abbracciare una platea simile di beneficiari, ma partendo da un concetto diverso: è italiano chi nasce in Italia, indipendentemente dal percorso formativo e dal background culturale.

Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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