Elezioni Spagna, dove vince Vox, la nuova formazione di destra

Pubblicato il 11 Novembre 2019 alle 18:29 Autore: Gianni Balduzzi
elezioni Spagna
Elezioni Spagna, dove vince Vox, la nuova formazione di destra

Le nuove elezioni spagnole del 10 novembre, le quarte in quattro anni, hanno sicuramente un vincitore certo, è Vox, il partito di destra, appartenente alla famiglia dei Conservatori Riformisti (ECR), la stessa di Fratelli d’Italia, che ha incrementato i propri consensi dal 10,3% di aprile al 15,1% di oggi, passando da 24 a 52 seggi, più del doppio.

Abascal, il leader, viene dal PP, come del resto gran parte degli elettori del partito, che rappresenta la versione spagnola di quella destra anti-establishment che era fiorita un po’ ovunque, ma ancora non in Spagna.

Ora in una certo senso anche la Spagna assomiglia al resto d’Europa.

Vox è innanzitutto un partito anti indipendentista, il più determinato a combattere i tentativi di secessione di catalani e baschi. Lo stesso Abascal del resto viene dai Paesi Baschi, lui e il padre avevano ricevuto minacce dall’ETA. E interpreta il sentimento nazionalista che il proces catalano ha scatenato nel resto della Spagna.

Non solo però, come altrove si tratta della forza politica che più di altre afferma di battersi contro il politically correct, il femminismo, quella “dictadura progre”, come viene chiamata in Spagna, che per esempio punta a eliminare le corride, da Vox invece difese.

Ma dove ha vinto in particolare Vox? Dalla mappa si vede dove è arrivato per primo, in verde. Escludendo i verdi scuro e chiaro di PNV e Bildu nei Paesi Baschi e Navarra, è nell’hinterland di Madrid, nella regione di Murcia e sulla costa andalusa che sono le roccaforti del partito.

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Fonte: Heraldo de Aragon

Murcia è anche l’unica regione in cui Vox è primo, ed è la prima volta che un partito arriva in testa in una comunità che non siano i soliti Paesi Baschi a Catalogna superando sia PP che PSOE.

Elezioni spagna, Vox supera il PP in Andalusia

Se a Murcia arriva al 28%, Vox supera il 20% anche nella Castiglia La Mancha, con il 21,9%, in Andalusia, con il 20,4%, ed è primo anche nella piccola exclave di Ceuta, con il 35,3%.

Mentre va peggio a Nord, non solo ovviamente in Navarra, Paesi Baschi (dove è solo al 2,4%) e in Catalogna, ma anche in Galizia, roccaforte popolare, dove è solo al 7,8%.

Nella mappa sotto vediamo dove supera i popolari. si tratta della provincia di Guadalajara, che rappresenta quella parte “Espana vaciada”, Spagna vuota, in perenne spopolamento, lontana dalle coste, tradizionalista, che anche con il voto a Vox vuole manifestare il proprio disagio.

E poi in Catalogna, a Tarragona e Girona Vox intercetta meglio del PP i sentimenti unionisti.

Vi è poi la costa sud Est, quell’area che era stata ad enorme sviluppo turistico e immobiliare e aveva subito di più la crisi, ma che allo stesso tempo è storicamente più conservatrice e più ricca delle aree meridionali intorno.

Più per esempio delle province di Cadice, Siviglia e Huelva, dove Vox più che i popolari rappresentano quella crescita della destra che già ha portato a una storica sconfitta della sinistra in una sua roccaforte nelle ultime regionali.

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Fonte: 20minutos.es

Elezioni Spagna, Vox sfonda nell’hinterland madrileno

L’area in cui Vox conquista più comuni è però quella della regione di Madrid. Ovvero nei piccoli comuni periferici, residenziali, dove aveva vinto Ciudadanos in aprile per esempio. Ma anche i socialisti vengono spesso superati e sostituiti al primo posto.

Non riesce invece a sfondare nelle grosse città dormitorio, di decine o centinaia di migliaia d’abitanti immediatamente a Sud e a Est come Fuenlabrada e Alcalà de Henares, dove prevale il PSOE, né a Madrid città, conquistata dal PP.

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Fonte: telemadrid.es

Si tratta quindi di un voto tipicamente conservatore e nazionalista, più simile a quello leghista che lepenista, non direttamente correlato con un reddito basso come in Francia o Germania.

La scommessa di Vox è ora scalzare il PP nel ruolo di destra ufficiale

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L'autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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