Agenzia entrate Riscossione: difesa avvocati Stato valida, in quali casi?

Pubblicato il 23 Novembre 2019 alle 14:00 Autore: Claudio Garau
Agenzia entrate Riscossione difesa avvocati Stato valida, in quali casi
Agenzia entrate Riscossione: difesa avvocati Stato valida, in quali casi?

In questi ultimi giorni, la Corte di Cassazione ha fatto finalmente chiarezza su una questione dibattuta, ovvero quella legata alla possibilità di difesa in tribunale, da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione, attraverso avvocati del libero foro, ovvero coloro che esercitano presso un certo foro (ad esempio Roma o Bari), in distinzione da coloro che svolgono le funzioni di avvocato dello Stato, rappresentando e tutelando Stato e PA in giudizio. Vediamo allora di fare il punto dell’attuale situazione.

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Agenzia Entrate Riscossione e difesa con avvocati: le novità

Si tratta di una sentenza della Cassazione, pronunciata a Sezioni Unite, perciò certamente destinata a costituire un precedente determinante. Infatti, tale pronuncia modifica radicalmente il contesto dei mesi recenti, in cui svariati giudici italiani hanno sentenziato l’illegittimità del mandato difensivo, per controversie di natura civile, nei confronti di avvocati del libero foro, al posto dei membri dell’Avvocatura dello Stato. Anzi, la possibilità di aversi avvocati non dello Stato era stata ammessa per i meri casi eccezionali specificamente deliberati: un’eccezione alla regola insomma.

Ebbene, la Suprema Corte con la sentenza citata, emessa proprio in questo mese, di fatto apre le porte della difesa dell’Agenzia Entrate Riscossione, a tutti gli avvocati del libero foro. Tale pronuncia è stata frutto dello studio e valutazione della legge vigente sul tema, da parte del giudice di legittimità. Tali giudici pertanto traggono le conclusioni per cui, in tutti i casi non espressamente ricondotti all’Avvocatura dello Stato con una convenzione tra Agenzia Entrate Riscossione e Avvocatura dello Stato, è ammesso dalla legge che l’ente per la riscossione dei debiti dei contribuenti si avvalga degli avvocati del libero foro, secondo un automatismo che pone questa previsione come generale, rispetto alla previsione “residuale” della difesa con avvocati dello Stato. In pratica, una rivoluzione rispetto al precedente orientamento giurisprudenziale.

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La Cassazione ha anche chiarito che l’Agenzia Entrate Riscossione deve servirsi degli Avvocati dello Stato, nei casi in cui rilevano questioni di massima o con importanti riflessi economici: ipotesi in cui la scelta di un avvocato dello Stato, appare più consona. Negli altri casi vale la scelta degli avvocati del libero foro, senza formalità e quindi senza obbligo di adottare delibere a riguardo. Invece, in caso di convenzione tra Aer e Avvocatura dello Stato, la rappresentanza e difesa in giudizio, può essere evitata da quest’ultima, soltanto in ipotesi di conflitto o in caso di indisponibilità dell’Avvocatura sulla specifica controversia.

Va rimarcato che, sulla linea di questa sorta di “liberalizzazione”, la Cassazione ha anche ammesso la possibilità che Agenzia Entrate Riscossione si faccia rappresentare da propri dipendenti, appositamente muniti di delega, di fronte a tribunali e giudici di pace indistintamente.

In conclusione, appare doveroso segnalare che tuttavia, in questa sentenza della Suprema Corte, tutti i riferimenti appaiono fatti alle cause civili e non a quelle tipicamente tributarie. Pertanto, non è possibile comprendere se quanto sancito dalla Cassazione, valga anche per le liti in commissioni tributaria: probabilmente, nei prossimi mesi, vi saranno puntualizzazioni a riguardo.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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