Conto corrente: pignoramento per evasione tasse locali. La nuova misura

Pubblicato il 25 Novembre 2019 alle 09:12 Autore: Daniele Sforza
Conto corrente pignoramento per evasione tasse locali
Conto corrente: pignoramento per evasione tasse locali. La nuova misura

La prossima Manovra conterrà una misura che darà maggiore potere a Comuni e Province allo scopo di recuperare i crediti dai contribuenti che hanno evaso le imposte locali, in particolare Imu e Tari. Nonostante il premier Giuseppe Conte cerchi di minimizzare, affermando che “i cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta”, a partire dal prossimo anno Comuni e Province potranno agire tramite pignoramento del conto corrente o dello stipendio, o anche imponendo il fermo amministrativo all’auto del contribuente che ha contratto un debito nei confronti dell’ente locale, magari perché non ha pagato quanto dovuto relativamente a Imu e Tari. Escluse da questo provvedimento, invece, le multe stradali.

Conto corrente pignorato dal Comune: ecco quando

Stando alla novità contenuta nella Manovra 2020, Comuni e Province potranno agire nella riscossione delle imposte locali dovute utilizzando le stesse norme e gli stessi mezzi previsti a livello nazionale dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. I Comuni che avranno accesso ai dati contenuti nell’Anagrafe Tributaria, avranno dunque facoltà di procedere tramite azioni esecutive, come per l’appunto il pignoramento del conto corrente, il pignoramento dello stipendio oppure l’imposizione del fermo amministrativo del veicolo. Tutto questo potrebbe accadere ovviamente solo dopo che il contribuente che si è visto recapitare un avviso di accertamento e la relativa intimazione di pagamento non dovesse rispondere, mancando pertanto di regolarizzare la propria posizione fiscale nei confronti dell’ente locale.

Come regolarizzare la propria posizione fiscale

In un primo momento si pensava che nel novero delle imposte riscuotibili da Comuni e Province ci fossero anche le multe, ma effettivamente non è così. Si ricorda invece che il contribuente che riceve l’avviso di accertamento può fare ricorso entro 60 giorni: trascorso questo lasso di tempo, l’atto operato dal Comune diventa esecutivo. Per evitare che il conto corrente o lo stipendio venga pignorato, il contribuente potrà regolarizzare la propria posizione anche optando per una soluzione rateizzata, da un minimo di 4 rate a un massimo di 72.

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
[email protected]

L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
Tutti gli articoli di Daniele Sforza →