Assicurazione furti in casa: costo, cos’è e cosa copre

Pubblicato il 26 Novembre 2019 alle 17:00 Autore: Claudio Garau
Assicurazione furti in casa: costo, cos’è e cosa copre

È ben nota la diffusione, oggigiorno, del fenomeno dei furti in casa, sia in quartieri tipicamente urbani sia in villette o piccole abitazioni fuori città: per rendersene conto basta leggere le notizie di cronaca di tg e quotidiani. Esiste, per rimediare a tale spiacevoli episodi, la possibilità di stipulare un’assicurazione furti in casa, ma forse non tutti sanno che occorre comunque prestare attenzione ad alcuni dettagli essenziali, al fine di poter avere certezza di ottenere risarcimento, in caso di commissione di questo reato. Vediamo allora più da vicino questo tipo di assicurazione.

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Assicurazione furti in casa: le condizioni contrattuali sono variabili

Anzitutto, colui che vuole stipulare un’assicurazione furti in casa, dovrà fare molta attenzione a confrontare le varie offerte delle assicurazioni, presenti sul mercato: ai fini della copertura assicurativa, non solo saranno determinanti i prezzi, ma anche e soprattutto le condizioni contrattuali proposte da una compagnia piuttosto che da un’altra. Infatti le condizioni contrattuali sono assai differenti e variabili: ad esempio, ci sono assicurazioni che fanno stipulare polizze che includono clausole di limitazione della responsabilità, applicate al verificarsi di un particolare evento o condizione. Insomma, sarà onere (ben giustificato) del privato confrontare il maggior numero di offerte assicurative, per pervenire infine ad individuare quella più conveniente.

E ciò perché le stesse assicurazioni in qualche modo “tutelano” loro stesse, prima di concedere risarcimento. Alcune, ad esempio, obbligano il cliente ad installare in casa una serie di dispositivi quali porte blindate o allarmi, o anche inferriate a protezione delle finestre, in caso di abitazioni prossime al piano terra. Ciò ovviamente per scongiurare il rischio di un furto con sottrazione dei beni conservati in casa. Ancora, disposizioni specifiche possono essere stipulate con riferimento a orologi, gioielli e somme di denaro. Infatti, senza segni di scasso il contratto, molto spesso, non copre il furto dei gioielli e degli altri preziosi. Anzi, per tale tipologia di beni, il risarcimento scatta soltanto se essi sono custoditi in cassaforte ed esclusivamente se questa reca segni di scasso. Non solo. Le assicurazioni richiedono che il furto sia denunciato alla polizia, per procedere poi al risarcimento.

Sebbene – come accennato – le condizioni contrattuali cambino da assicurazione ad assicurazione, è altrettanto vero che alcuni tratti essenziali restano generalmente invariati. Vediamoli.

Quali danni sono coperti e contro chi vale l’assicurazione?

Venendo agli aspetti più tipicamente pratici dell’assicurazione furti in casa, ecco allora quali sono i danni che solitamente sono coperti da una polizza assicurativa di questo tipo. È possibile farne un elenco, in cui la copertura è certamente ampia, con una consistente tutela del cliente assicurato e proprietario di un’abitazione:

  • anzitutto sono risarcibili le spese finalizzate a riparare i guasti o danni a locali privati, infissi, mobili, elettrodomestici e altri beni di proprietà del privato;
  • in caso di rapina, ovvero di condotta criminosa attuata con violenza, sono risarciti i danni, qualora nel momento in cui è compiuto tale reato, all’interno vi sono uno o più individui;
  • sono altresì coperti i danni arrecati alla integrità fisica della persona o delle persone, in caso di rapina ovvero di condotta violenta;
  • e, non meno importante, sono ovviamente risarciti i danni provocati dal furto dei beni patrimoniali, andato a segno.

Inoltre, il privato che voglia stipulare un’assicurazione furti in casa dovrà fare molta attenzione al “perimetro” entro il quale scatta, di fatto, il risarcimento. Infatti, quest’ultimo vale esclusivamente entro i limiti della somma assicurata, individuata nella polizza. In altre parole, il cliente farà bene a controllare il valore del cosiddetto massimale e delle possibili franchigie, le quali – se presenti – danno diritto alla copertura nel mero caso in cui il danno prodotto dal furto o rapina, oltrepassi una soglia minima prestabilita dall’assicurazione.

Si potrebbe a questo punto pensare che l’assicurazione furti e rapine in casa, possa tutelare nei confronti di tutti coloro che compiono tali reati. Non è così. Nella maggioranza dei casi, tali polizze prevedono il risarcimento solo in caso di furti commessi da terzi, ovvero i comuni ladri o malviventi, o da collaboratori domestici, quali colf, badanti o addetti alle pulizie. Infatti, non c’è risarcimento e quindi il contratto non vale, per i furti compiuti da familiari o da parenti (fino al terzo grado), anche se non in possesso delle chiavi della casa.

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Contro quali condotte si è protetti? Di chi è l’onere della prova?

Facciamo chiarezza sulle modalità che integrano di fatto il diritto al risarcimento danni. Anzitutto, oltre alla possibilità dell’assicurazione furti in casa, si può essere tutelati anche dal pericolo “rapina” (ovvero di sottrazione o tentata sottrazione di beni compiuta con violenza o minaccia, elementi che la differenziano dal mero “furto”), ma soltanto se nell’abitazione vi sia il proprietario o una persona con lui convivente di età non inferiore ai 16 anni o un collaboratore familiare.

In generale, le compagnie assicurative concedono il risarcimento per furto di beni, avvenuto con modalità o tecniche assai differenti tra loro: sfondamento di vetri o finestre, scasso di sistemi di chiusura, abbattimento di soffitti o pavimenti, uso di grimaldelli o chiavi false come la cosiddetta “chiave bulgara”. Queste condotte assicurano, di solito, il risarcimento danni per assicurazione furti, ma attenzione: nel caso i ladri abbiano utilizzato una chiave vera (sebbene in modo fraudolento), non sempre è dato il risarcimento, in quanto tale dettaglio potrebbe lasciar presumere una condotta imprudente del proprietario, o peggio, un tentativo di truffa all’assicurazione, per intascare il risarcimento.

In conclusione, l’onere della prova grava sulla persona offesa, ovvero sulla vittima, che deve dimostrare, con gli elementi di cui dispone (ad esempio foto o video), sia le modalità del furto, sia l’esistenza e il valore di oggetti come gioielli o quadri, poi sottratti o danneggiati. Sarà pertanto opportuno conservare tutti quei documenti che attestano non solo la proprietà di un determinato bene, ma anche l’autenticità ed il valore.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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