Calo demografico, i tassi di fertilità per regione per regione, la differenza tra italiane e straniere

Pubblicato il 29 Novembre 2019 alle 13:47 Autore: Gianni Balduzzi

Calo demografico, come è cambiato il tasso di fertilità in Italia dagli anni ’90, le differenze tra il numero di figli di italiane e straniere, per regione

calo demografico
Calo demografico, i tassi di fertilità per regione per regione, la differenza tra italiane e straniere

Nel 2018 il calo demografico naturale in Italia si è aggravato. Le nascite sono state 439.747. Dieci anni prima erano state 576.659. E naturalmente il gap con i morti è in crescita.

La motivazione è la riduzione del tasso di fertilità, ovvero del numero medio di figli per donna fertile, che è calato in 10 anni da 1,45 a 1,29.

Di fatto si sta tornando ai minimi del 1995 da cui vi era stato un recupero, soprattutto a causa dell’immigrazione, ma in realtà anche per l’aumento del numero dei figli degli italiani.

La crisi economica e l’incertezza successiva invece hanno colpito tutti, e oggi anche le donne straniere fanno meno figli di un tempo, e sono scese sotto la soglia di sostituzione delle generazioni, 2,1.

Nel 1995 appunto si era arrivati solo a 1,19 figli per donna, e il confronto con allora è utile per capire come le cose sono cambiate a livello geografico interno.

24 anni fa la palma di regione più prolifica era della Campania, con 1,52 figli per donna. Che era comunque meno del tasso di fertilità attuale della Germania, per dire, ma comunque un record in un Paese in cui si scendeva, in Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Friuli, a livelli coreani, sotto 1. In generale al Sud si facevano più figli, visto che dopo la Campania veniva la Sicilia con 1,49.

Unica eccezione il Trentino Alto Adige con 1,34.

Le cose sono cambiate molto 23 anni dopo. L’aumento del tasso di fertilità ha coinvolto soprattutto il Centro Nord. Ora il Trentino Alto Adige è al primo posto con un tasso di fertilità di 1,59. Segue la Valle d’Aosta con 1,38. La Lombardia e l’Emilia Romagna superano con 1,35 e 1,34 o sono alla pari con la Sicilia e la Campania. Agli ultimi posti vi sono la Sardegna, con 1,02, il Molise, con 1,09, e la Basilicata. Dall’Abruzzo in giù si registra una diminuzione del numero di figli per donna, che tocca il suo massimo in Campania, mentre è in Emilia Romagna che vi è l’incremento maggiore.

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Fonte: TP
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Fonte: TP

Calo demografico, le donne straniere partoriscono meno a Roma e Napoli che a Milano

Per capire quanto abbia influito il fenomeno migratorio in questi cambiamenti interni è utile osservare la differenza tra il comportamento delle donne straniere e di quelle italiane.

In generale il tasso di fertilità delle italiane era di 1,21, quello delle straniere 1,94.

Al Nord il numero di figli per donna delle italiane era comunque superiore di quello generale del 1995. Se consideriamo che allora le nascite erano quasi tutte di italiani significa che una minima crescita del tasso di fertilità lì si è verificato anche tra le italiane. Il grosso è però evidentemente dovuto alla fecondità delle straniere, che raggiunge il massimo in Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, con 2,34, e in generale è maggiore al Nord, ove supera i 2 figli per donna in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. Al Sud solo in Sicilia. È invece minima nel Lazio, ed è sotto la media anche in Campania, con 1,73.

È probabile che conti anche la le dinamiche migratorie e la diversa provenienza delle donne straniere. Laddove sono i più quelle dell’Est o filippine forse i figli sono meno rispetto a dove vi sono quelle mediorientali e africane.

Per quanto riguarda le donne italiane vi è ancora una leggera prevalenza del Sud, ma si riduce a Sicilia, Calabria e Campania, che sono sopra la media, ma al primo posto anche qui risulta, e di gran lunga, il Trentino Alto Adige, con 1,49. In generale tra Nord e Sud vi è un certo equilibrio con il Centro che appare meno fertile.

Le regioni con meno figli per donna sono Sardegna, Molise e Liguria, con meno di 1,1.

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Fonte: TP

È l’Italia più rurale, quello di provincia, delle regioni con meno grandi città, rimasta ai margini dello sviluppo economico, quella in cui le donne italiane fanno meno figli, in cui non vi è mai stata una tradizione di fecondità come in Sicilia e nel napoletano, e in cui però la crisi economica impedisce di sollevarsi da livelli di infertilità da record mondiale

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L'autore: Gianni Balduzzi

Editorialista di Termometro Politico, esperto e appassionato di economia, cattolico- liberale, da sempre appassionato di politica ma senza mai prenderla troppo seriamente. "Mai troppo zelo", diceva il grande Talleyrand. Su Twitter è @Iannis2003
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