Sistemi planetari attorno a un Buco Nero. Le nuove scoperte dal Giappone

Pubblicato il 30 Novembre 2019 alle 08:50 Autore: Ennio Tranzillo
Sistemi planetari attorno a un Buco Nero. Le nuove scoperte dal Giappone
Sistemi planetari attorno a un Buco Nero. Le nuove scoperte dal Giappone

Uno studio giapponese pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal mostra al mondo la possibilità che attorno a buchi neri super massicci, come quello al centro della Via Lattea, possano formarsi decine di migliaia di pianeti. Keiichi Wada, professore universitario di Kagoshima, ci mostra come i pianeti la cui massa supera di 10 volte quella della terra possano formarsi anche in ambienti estremi, come le prossimità di un buco nero super massivo.

Come sarà possibile per gli Astronomi rilevare questi eventuali pianeti dal momento in cui, nel caso di pianeti orbitanti intorno ad una stella madre, questi ultimi vengono rilevati tramite le interferenze di luminosità date dal passaggio del pianeta davanti al suo sole?

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In che modo si formano i pianeti orbitanti attorno ad un buco nero?

Un Buco nero nasce quando una stella, alla fine della sua vita, collassa su se stessa condensando tutta la sua enorme massa in un minuscolo punto dello spazio. In questo modo produrrà una forza gravitazionale tale da creare un buco nel tessuto dello spazio-tempo attirando a se tutta la materia attorno ad esso e non solo: anche particelle come i fotoni verranno attratte dalla sua gravità scomparendo nel cosiddetto orizzonte degli eventi e permettendo al buco nero di curvare la luce intorno ad esso rendendolo (quasi) invisibile.

Come sarà possibile, dunque, per gli Astronomi osservarlo e soprattutto riuscire a rilevarne un sistema planetario nelle sue prossimità?

Un disco di accrescimento è una struttura formata dal materiale attirato dal campo gravitazionale di un buco nero e quelli più spettacolari che possiamo osservare in natura sono quelli intorno i nuclei galattici attivi. Per un disco di accrescimento è possibile arrivare a superare la temperatura di 10 milioni di gradi rendendoli oggetti estremamente luminosi.

Alcuni buchi neri super massicci, quindi, possono contenere fino a centomila masse solari sotto forma di polvere, circa un miliardo di volte la massa di un normale disco protoplanetario. Nelle regioni a bassa temperatura i granelli di polvere ricoperti di ghiaccio si evolvono, si aggregano e infine si trasformano in pianeti.

I ricercatori hanno applicato la teoria della formazione dei pianeti a questi dischi, scoprendo che in diverse centinaia di milioni di anni potrebbero essersi formati dei pianeti. Tuttavia, attualmente non esistono ancora tecniche per rilevare questi possibili sistemi planetari e questo studio condotto dal Giappone aprirà sicuramente un nuovo campo Astronomico.

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