Carte di credito: truffa telefonica a Napoli, ecco cos’è successo

Pubblicato il 4 Dicembre 2019 alle 16:13 Autore: Guglielmo Sano

Scattano le manette per 6 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato e all’indebito utilizzo di carte di credito

Carte di credito e lucchetto
Carte di credito: truffa telefonica a Napoli, ecco cos’è successo

Scattano le manette per 6 persone tutte residenti nel napoletano accusate di associazione per delinquere finalizzata alla sostituzione di persona, al furto aggravato e all’indebito utilizzo di carte di credito.

Truffa stazione centrale Milano: clonate centinaia di carte di credito

Carte di credito: la banda operava in tutta Italia

Sono sei le misure di custodia cautelare in carcere eseguite dalla Polizia di Stato su richiesta dei magistrati di Perugia: hanno riguardato, nello specifico, il 51enne Ciro Esposito, il 22enne Salvatore Esposito, Pasquale Sacra e Luisa SImeoli di 39 anni, Giuseppe Ventura di 44 anni e Sabatino Ruberti di anni 32. Sono accusati di aver formato un’associazione a delinquere dedita al furto di carte di credito presso i centri di smistamento di Poste Italiane localizzati nel Centro Nord. Dopo aver condotto le rapine, si metteva in moto un articolato meccanismo volto a frodare le banche e i loro clienti.  

Truffa smartphone Unieuro: sms telefono gratis, come non aderire

Un complicato modus operandi

In pratica, la banda nottetempo si introduceva nei magazzini di Poste e rubava le buste contenenti le carte inviate dagli istituti di credito ai propri clienti in tutto il paese. Una volta entrati in possesso delle carte di credito, gli appartenenti alla banda contattavano le banche e fingendosi membri delle forze dell’ordine riuscivano a farsi dare i numeri di telefono dei correntisti.

Conto corrente: truffa vishing, come azzerano il saldo

Quindi, contattavano questi ultimi e fingendosi dipendenti delle loro banche a loro volta ottenevano tutte le informazioni necessarie per prelevare denaro. Tale tecnica è nota come “vishing”, cioè “voice phishing”. Una volta entrati in possesso del denaro lo riciclavano accreditandolo su altri strumenti di risparmio pressoché anonimi. Insomma, una tecnica complessa che ha coinvolto centinaia di titolari di conto corrente e portato nelle tasche dei criminali una somma che si aggirerebbe, secondo i primi riscontri, intorno al milione di euro.

Segui Termometro Politico su Google News

Scrivici a redazione@termometropolitico.it

Per commentare su questo argomento clicca qui!

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
Tutti gli articoli di Guglielmo Sano →