Giove: la sonda Juno scopre 7 cicloni sul pianeta. I dettagli

Pubblicato il 17 Dicembre 2019 alle 20:50 Autore: Ennio Tranzillo

Giove: la sonda Juno scopre 7 cicloni sul pianeta. I dettagli sulle dinamiche atmosferiche dell’iconico gigante di gas del nostro sistema solare.

Giove la sonda Juno scopre 7 cicloni sul pianeta. I dettagli
Giove: la sonda Juno scopre 7 cicloni sul pianeta. I dettagli

La missione Juno della NASA è riuscita a fotografare grazie allo strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) sette giganteschi cicloni nei pressi del polo Sud del pianeta. Quando la sonda è arrivata nell’orbita del pianeta per studiare la Grande Macchia Rossa che lo contraddistingue, ha scoperto con stupore che i poli magnetici di Giove erano ben più irrequieti. Al polo Nord un’enorme tempesta centrale circondata da altre 8 più piccole, osservate per la prima volta nel 2018, e ben 7 cicloni situati nel polo Sud.

La scoperta risale al giorno 3 Novembre quando, durante l’ultima raccolta di dati nel fly-by col gigante gassoso, la navicella ad energia solare si è avvicinata alle sue nubi tempestose (circa 3.500 km di distanza) scoprendo i primi 6 cicloni.

Il merito di queste scoperte è da attribuire ad uno dei due strumenti realizzati dalla collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) montati sulla sonda Juno: lo spettrometro ad alta tecnologia Jiram. Esso è stato progettato appositamente per mappare e studiare le particolari composizioni chimiche e le dinamiche delle atmosfere degli esopianeti come Giove. Strumenti simili al nostro Jiram sono stati montati su missioni dell’ESA come: Rosetta, Venus Express e Cassini.

Mambo-9: l’antica galassia finalmente osservata. Le caratteristiche

I 7 cicloni al Polo Sud

Inizialmente i ricercatori non sapevano molto su queste tempeste, si chiedevano infatti se esse fossero state permanenti o sarebbero scomparse col tempo. Ma grazie ai dati raccolti dopo numerosi fasi di fly-by con il polo Sud Gioviano hanno confermato non solo che le tempeste sono  permanenti, in maniera analoga alla Grande Macchia Rossa, ma anche di immense dimensioni, ognuno grande quanto gli Stati Uniti d’America.

L’investigatore principale a lavorare alla missione Juno è Scott Bolton del Southwest Research Institute di San Antonio. Egli afferma quanto segue: “Con ogni passaggio di Juno i dati raccolti hanno rafforzato l’idea che cinque tempeste giravano in un modello pentagonale attorno ad una tempesta più grande al polo Sud.”

Dopo il 22esimo passaggio della sonda, Juno osservò qualcosa di strano: Un settimo ciclone delle dimensioni del Texas si era unito alla festa. A spiegarlo è l’Astrofisico Alessandro Mura dell’Inaf che aggiunge: “Durante le prossime osservazioni grazie allo strumento Jiram vedremo come quest’ultimo ciclone raggiungerà le dimensioni degli altri suoi fratelli.”

Ogni due mesi la sonda Juno della NASA si avvicina a Giove fino ad arrivare a distanze molto brevi dalla sua atmosfera raccogliendo dati fondamentali dalle immagini di nuvole, accumuli di gas e tempeste. Perturbazioni simili non appaiono altrove nel nostro sistema solare e studiarle può aiutare a comprendere al meglio le dinamiche atmosferiche degli altri giganti gassosi.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it