Pensione di reversibilità 2020: stop in vista? Ecco la situazione

Pubblicato il 24 Dicembre 2019 alle 12:07
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:36
Autore: Guglielmo Sano

Pensione di reversibilità: potrebbe essere cancellata da una futura riforma del sistema previdenziale secondo alcune indiscrezioni

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Pensione di reversibilità 2020: stop in vista? Ecco la situazione

La pensione di reversibilità, cioè quella che spetta ai superstiti, potrebbe essere cancellata da una futura riforma del sistema previdenziale secondo alcune indiscrezioni.

Pensione di reversibilità: revisione in arrivo?

Stando a quanto appreso, a quanto pare in maniera confidenziale, da alcuni organi di stampa – nel quadro di una riforma volta al superamento della Legge Fornero – si starebbe valutando di eliminare la pensione di reversibilità. Nello specifico, potrebbero essere introdotti nuovi requisiti per poterne usufruire, andando così a restringere la platea di beneficiari. Quindi, si riserverebbe soltanto a chi ha un reddito inferiore a una determinata soglia, comunque bassa, con l’effetto di cancellarla di fatto per moltissimi altri attuali beneficiari.

In pratica, la pensione di reversibilità – con l’aggiunta del vincolo reddituale oltre a quello parentale – diventerebbe da trattamento previdenziale vero e proprio una prestazione assistenziale. Ciò significherebbe però che, oltre alla restrizione della platea dei beneficiari, sarebbero ridotti anche gli importi spettanti. Ora, non è la prima volta che viene avanzata l’ipotesi di una revisione della pensione per i superstiti. Tuttavia, anche in questa occasione pare difficile che si voglia risparmiare andando a toccare le tasche dei superstiti; nonostante l’alleggerimento che una misura del genere comporterebbe per le casse dello Stato, è improbabile – molto improbabile – che una qualunque forza politica voglia intestarsi un provvedimento che rischia di essere del tutto impopolare.

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A chi spetta in questo momento?

Per pensione di reversibilità, in generale, si intende il trattamento previdenziale che viene erogato dall’Inps ai familiari in caso di decesso dell’amministrato. L’assegno che percepiva quest’ultimo spetta nella misura del 60% al coniuge superstite se la coppia non ha figli, tale percentuale viene incrementata del 20% nel caso in cui la coppia abbia un figlio. L’assegno viene erogato al 100% se la coppia ha due o più figli. Per quanto riguarda la prole, però, bisogna ricordare che il diritto alla reversibilità si matura se questa non ha raggiunto la maggiore età oppure se non ha superato i 26 anni nel caso in cui stia svolgendo un percorso di studi.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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