Betelgeuse: calo della luminosità, segni di un’ imminente Supernova?

Pubblicato il 28 Dicembre 2019 alle 14:10 Autore: Ennio Tranzillo

Betelgeuse si sta lentamente spegnendo, segni di un imminente Supernova? Probabilmente no! La nota supergigante rossa ha sempre avuto un cali di luminosità.

Betelgeuse calo della luminosità, segni di un' imminente Supernova
Betelgeuse: calo della luminosità, segni di un’ imminente Supernova?

Orione è certamente una delle costellazioni più note, altrettanto la super gigante rossa di nome Betelgeuse posta in corrispondenza della spalla il cui braccio tende al grande arco di “Orione il cacciatore”.

La nota stella che da sempre è stata di facile identificazione data la sua grande luminosità ha attirato l’attenzione dei ricercatori negli ultimi mesi: da Ottobre ad oggi Betelgeuse è passata da essere il nono astro più luminoso del cielo al 23esimo perdendo moltà più luminosità in questi soli due mesi che in cinquant’anni di osservazione. Maggiori dettagli ci vengono forniti grazie ad uno studio condotto sotto la direzione di Ed Guinan e dai ricercatori della Villanova University i quali hanno monitorato la Stella fin dal 1980 rimanendo fortemente colpiti dal fenomeno.

C’è da dire, tuttavia, che stelle della tipologia di Betelgeuse tendono spesso ad attraversare cicli di intensa o di scarsa luminosità, essa infatti viene classificata con il termine lab: classe intermedia tra il termine lb (ad indicare le supergiganti meno luminose) ed il termine la (ad indicare le supergiganti altamente luminose); questo termine si usa quando bisogna catalogare una supergigante eccezionalmente luminosa che però, data la sua gravità superficiale molto bassa, tende a perdere grandi quantità di massa facendola passare alla classe di luminosità zero (0).

Sebbene la lucentezza della stella sia sempre stata variabile, i ricercatori non si sentono rassicurati dall’aggressiva perdita di luminosità di Betelgeuse che, ripetiamolo in termini più tecnici, ha avuto un calo di magnitudine luminosa di ben oltre il 0,7. In altre parole, la stella ha dimezzato la sua luminosità in soli due mesi, abbastanza evidente da essere colta persino dalla distratta osservazione di una persona comune.

Il web ne parla da giorni: Segni di una probabile esplosione

Secondo gli astronomi il graduale spegnimento della supergigante rossa potrebbe culminare con l’esplosione della stessa. Situata a circa 700 anni luce dalla Terra, potrebbe trattarsi dell’esplosione di Supernova più vicina mai osservata fin’ora. A presagirne l’imminente esplosione sono anche i dati che abbiamo sulla stella: essa ha circa 9milioni di anni ed è ben noto alla comunità scientifica che stelle di questa tipologia non tendono a superare la fascia tra i 9 e i 10 milioni di anni.

Tuttavia non c’è assolutamente nulla di cui allarmarsi. Le tempistiche previste dai ricercatori affinché la tanto amata Betelgeuse ci saluti, donandoci come annunciato sul web tramite immagini e simulazioni “un’esplosione di supernova senza precedenti capace di illuminare il cielo notturno ed anche la luna stessa”, sono decisamente poco umane. La supergigante rossa esploderà probabilmente nei prossimi 200/300mila anni. Da un punto di vista pessimistico, dunque, probabilmente non saremo neppure qui per vederla.

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Betelgeuse e il suo imprevedibile comportamento

Andando a scavare leggermente in quella che è la storia di anni ed anni di osservazioni della tanto discussa Betelgeuse ne è sorto che fondamentalmente questo fenomeno è tutto fuorché strano o inatteso dato che, come già detto in precedenza, la stella è molto nota per le sue nette variazioni nella magnitudine luminosa. Entrando nello specifico ci sono stati casi in cui, nel 2008 e nel 2009, la luminosità era scesa a valori non uguali a quelli attuali ma comunque simili; ed addirittura, nel 1985, ci si era avvicinati ad un calo della magnitudine luminosa di 2,0: un indebolimento di oltre il 70%.

Anche se il calo di cui si è tanto discusso negli ultimi giorni è stato davvero molto repentino non è un caso straordinario, d’altronde gli astronomi ci hanno molto tenuto a sottolineare che l’esplosione non è l’unica spiegazione possibile. La perdita della luminosità potrebbe far parte di una semplice fase destinata a finire, come previsto secondo i calcoli degli esperti, intorno alla metà di Gennaio 2020. Qualora il processo di indebolimento della luminosità della stella dovesse proseguire oltre quella data ed addirittura peggiorasse allora l’ipotesi della Supernova diventerebbe seriamente più probabile.

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