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pubblicato: mercoledì, 25 novembre, 2009

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Il TP intervista Gianfranco Mascia

Caso Ruby

Il TP intervista Gianfranco Mascia

 

Il TP intervista Gianfranco Mascia
Abbiamo oggi il piacere di intervistare Gianfranco Mascia, una persona poco nota al grande pubblico del panorama politico degli ultimi 15 anni, ma dal nostro punto di vista, data la sua storia personale e politica (che potrete trovare nel suo blog personale), di estremo interesse e rilievo; oltre a questo, Mascia è uno tra i – numerosi – organizzatori del No Berlusconi Day che si terrà a Roma il prossimo 5 dicembre.

 

[ad]Ho voluto io stesso, che sono il Responsabile del Progetto Editoriale del Termometro Politico, fare personalmente questa intervista, con la quale metto per la prima volta la mia firma in calce ad un articolo. Una intervista per me particolarmente sentita come quella straordinaria fatta a Gioacchino Genchi qualche mese fa. Non mi resta che augurare buona lettura a tutti.

Lei è tra i gli organizzatori del “No Berlusconi Day”; ci parli di questa manifestazione e delle sue finalita, come è nata e quale è il suo ruolo in essa.

Il No Berlusconi Day è nato all’inizio di ottobre 2009 dall’idea di alcuni blogger che – dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il Lodo Alfano – hanno postato l’idea che fosse necessario scendere in piazza, per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Poi è nata una pagina di Facebook intitolata “Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi” che in pochi giorni ha ricevuto tantissime adesioni.

Io attualmente (per conto dei Comitati BOBI, dei quali sono il fondatore) sto collaborando all’organizzazione occupandomi soprattutto di ospiti e contenuti.

Da chi è stata indetta, chi sono gli organizzatori?

Come detto, la manifestazione è nata da un malcontento generale che – per la prima volta – la Rete è riuscita a mettere in collegamento. Io ho partecipato anche alla stagione dei Girotondi ed ho collaborato alla realizzazione della manifestazione di Piazza San Giovanni il 14 settembre del 2002. La differenza è che in quel caso l’idea originale venne partorita dalle menti dei vari rappresentanti dei comitati – già in contatto tra di loro – che lanciarono una data, un luogo e le parole d’ordine. Cosa che poi si è trasformata nella primamanifestazione di massa autorganizzata.

Per il No Berlusconi Dayinvecelo spunto è nato da una mente collettiva: un gruppo di persone che, grazie alla rete, hanno messo in comune le loro istanze e i loro obiettivi. Quando però l’idea ha cominciato a prendere forma, tutti hanno potuto collaborare, decidendo insieme la parola d’ordine (“dimissioni subito”), le modalità (prima l’idea di varie manifestazioni in tante città poi cambiata poi in un’unica manifestazione nazionale, lasciando solo quelle nelle grandi città europee) ed il giorno (il 5 dicembre).

Mano a mano che si andava avanti è nata anche la necessità di scrivere un documento iniziale.

(per continuare la lettura cliccare su “2”)

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