Verifica governo: ecco il piano di Zingaretti su scuola, tasse e ambiente

Pubblicato il 4 Febbraio 2020 alle 16:37
Aggiornato il: 6 Febbraio 2020 alle 22:37
Autore: Alessandro Faggiano

piano di verifica del governo zingaretti traccia linee guida. Incentivi alla green economy, impulso a istruzione e ricerca, più fondi a Sanità.

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Verifica governo: ecco il piano di Zingaretti su scuola, tasse e ambiente

Con l’avvio della verifica del lavoro svolto finora, PD e M5S preparano il sentiero da percorrere per arrivare insieme fino alla fine della legislatura. Il Partito Democratico gode di un buono stato di forma e vede recuperare consensi settimana dopo settimana, aiutato dai risultati delle elezioni regionali in Emilia-Romagna. Proprio i dem sembrano avere delle idee abbastanza chiare sul piano da seguire per il futuro. Il Piano per l’Italia lanciato da Zingaretti centra i suoi sforzi sulla green economy, istruzione, equity act e ripresa e ottimizzazione della spesa per la Sanità.

Zingaretti traccia le direttrici del governo: focus su istruzione e riforma fiscale

In questi giorni si è parlato molto della necessità di tornare a investire nella scuola, istruzione e ricerca. Causa di dimissioni di Lorenzo Fioramonti fu proprio l’impossibilità di stanziare 3 miliardi richiesti per il suo MIUR (attualmente scisso in scuola e istruzione da un lato, università e ricerca dall’altro). Nella proposta del segretario dem vi è l’abbattimento dei costi sostenuti dalle famiglie per l’istruzione. Oltre a proporre di estendere l’obbligatorietà di frequenza fino ai 18 anni, scuola e università dovrebbero essere a “costo zero” per tutte le famiglie con redditi Isee fino ai 25.000 euro. Viene ripresa, in parte, una delle proposte cardine di LeU per la campagna elettorale del 2018, che proponeva l’abolizione della retta universitaria per tutti (senza distinzione di reddito). Si propone, inoltre, di portare la spesa per la conoscenza in linea con i livelli dell’ Ocse. Ciò comporterebbe un esborso aggiuntivo annuo di circa 4 miliardi di euro.

Altro elemento chiave per il futuro dell’azione di governo sarà l’Equity Act. Una riforma fiscale volta a combattere le disuguaglianze, cominciando ad diminuire le tasse per redditi bassi e medi. Prima di Zingaretti, fu il capo delegazione dei dem al governo Dario Franceschini a parlare della necessità di ridurre il carico fiscale per i redditi medio-bassi e di non aver paura di nominare l’assistenzialismo.

Meno burocrazia, più green economy, più fondi per la sanità

Un punto chiave e su cui sembra esserci grande sintonia con il Movimento 5 Stelle riguarda il forte investimento nella green economy. Si pensa a un piano che garantisca una maggiore efficienza energetica di tutti gli edifici pubblici e incentivi per gli edifici privati alla normativa contro il consumo del suolo. Per la transizione verso una viabilità verde, si prevede l’installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche in ogni Comune. Nel piano dell’ottimizzazione energetica rientrano anche le innovazioni tecnologiche, come l’accesso al 5G in tutto il Paese.

Altro punto che mette d’accordo PD e M5S riguarda la sburocratizzazione del Paese e l’assunzione di ingegneri e tecnici nella Pubblica Amministrazione. Si parla di cifre davvero importante: circa mezzo milioni di posti nella PA.

Infine, ci sarebbero buone notizie per il dicastero guidato attualmente da Roberto Speranza: il ministero per la Salute dovrebbe ricevere i fondi necessari per assumere 100 mila tra medici e infermieri. Prevista, infine, anche l’istituzione della figura dell’infermiere di comunità.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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