Prescrizione bollette 2020: tempi decorrenza, quando scatta e cosa fare

Pubblicato il 13 Febbraio 2020 alle 17:00 Autore: Claudio Garau

Prescrizione bollette 2020: di che cosa si tratta, quali sono i tempi e la decorrenza dei termini. Che cosa bisogna fare?

Prescrizione bollette 2020 tempi decorrenza, quando scatta e cosa fare
Prescrizione bollette 2020: tempi decorrenza, quando scatta e cosa fare

Ultimamente il tema della prescrizione è assai discusso a livello politico, ma in relazione all’applicazione di questo istituto giuridico al diritto penale. Qui ci occuperemo invece della prescrizione in un campo completamente differente, ovvero quello delle bollette acqua, gas, telefono e luce. Ovvero: come funziona la prescrizione delle bollette in queste circostanze? quanto tempo è necessario conservarle per essere sicuri di non rischiare alcunché? Facciamo chiarezza.

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Prescrizione bollette: di che si tratta?

Prima di vedere più da vicino gli aspetti pratici della questione e di capire quindi da quando scatta la prescrizione, dobbiamo spendere qualche parola sulla stessa, nella sua versione “civilistica”. Infatti, secondo il Codice Civile la prescrizione è un meccanismo per cui, superato un determinato periodo di tempo – diverso a seconda del tipo di pagamento –, il credito non può più essere ottenuto dal debitore, ovvero riscosso. In altre parole, pur non avendo ancora saldato, il debitore è comunque liberato dal dovere di pagare. In tali circostanze è chiaro che ogni azione mirata al recupero del credito può essere facilmente contestata con successo, facendo perno sul decorso del termine di prescrizione.

Da un punto di vista prettamente pratico, è opportuno allora che il tempo di conservazione delle ricevute di pagamento sia pari almeno al termine di prescrizione del diritto di credito della società fornitrice del servizio di luce, gas o acqua. Infatti è logico che, avvenuta la prescrizione, la società creditrice non potrà più ottenere alcunché, anche laddove l’utente non abbia versato un centesimo. Ecco allora perché è così importante capire da quando decorre la prescrizione delle bollette.

A chiusura di questo breve excursus sul concetto di prescrizione “civilistica” applicata all’obbligo di pagamento delle bollette, va ricordato però un aspetto che gioca a favore della società creditrice. Infatti, il decorso si blocca tutte le volte che l’azienda creditrice, semplicemente, spedisce un sollecito di pagamento o diffida e messa in mora con un atto scritto, recante data certa (ovvero raccomandata a.r. o PEC). Pertanto, il debitore in queste circostanze vedrà pregiudicata la possibilità di far valere, a suo tempo, la prescrizione delle bollette, dato che la legge prevede il ricalcolo del termine di prescrizione dall’inizio, a partire dal giorno dopo.

Come funziona la prescrizione nel rapporto società-utente del servizio?

È stata la legge n. 205 del 2017, ovvero la legge di bilancio per il 2018, a fare il punto su questo fatto, di fatto cambiando i termini di prescrizione delle bollette luce, acqua e gas: essi infatti sono stati portati da cinque anni a due. Tuttavia la legge citata ha altresì disposto i suoi effetti con decorrenze differenti, in base al tipo di utenza. In sintesi, per le utenze del servizio idrico gli effetti sono scattati dal 2 gennaio 2020, per le utenze elettriche dal 2 marzo 2018 e per quelle gas dal 2 gennaio 2019. Invece, le utenze legate ai servizi telefonici sono rimaste alla normativa precedente, che segue una prescrizione di cinque anni.

Schematizzando, vediamo come funziona in pratica la prescrizione a seconda del servizio e per quanto tempo occorre conservare per sicurezza le bollette (anche in caso di conguaglio):

  • bollette del telefono: come suddetto, esse non sono disciplinate dalla nuova legge e seguono sempre la prescrizione pari a cinque anni;
  • bollette dell’acqua: se versate entro il primo gennaio 2020 vanno tenute per cinque anni. Altrimenti, se pagate dal 2 gennaio 2020 in poi, vanno custodite per due anni;
  • bollette gas: se versate entro il primo gennaio 2019 vanno conservate per cinque anni. Altrimenti, se pagate dal 2 gennaio in poi, vanno tenute per due anni;
  • bollette della luce: se versate entro il primo marzo 2018, vanno custodite per cinque anni. Altrimenti se pagate dopo, saranno da custodire per un biennio.

Quando scatta ufficialmente il decorso del termine?

Secondo le comuni regole civilistiche, la prescrizione scatta dal giorno in cui il diritto di credito può esser fatto valere: così dispone l’art. 2935 del Codice Civile (che reca il titolo “Decorrenza della prescrizione“). Praticamente scatta dal giorno in cui l’utente debitore è ufficialmente in messa in mora. In altre parole, i termini di prescrizione sono calcolati a partire dal giorno dopo a quello in cui il credito è scaduto. E per capire basta guardare la data indicata in ciascuna bolletta. La prescrizione si concretizzerà alla mezzanotte del giorno successivo a quello finale. E se il termine scade in un giorno di festa, è automaticamente allungato al giorno successivo e non festivo.

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Che fare in caso di prescrizione?

Concludendo, rispondiamo alla domanda ovvia che in molti si porranno: che fare, come comportarsi e tutelarsi in caso di prescrizione? Ebbene, l’utente che ha una bolletta caduta in prescrizione, in verità, non deve fare niente. Al limite, si muoverà laddove la società fornitrice gli contesti il mancato pagamento, facendo valere la prescrizione contro di essa, ovvero contro il possibile decreto ingiuntivo emesso per il debito.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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