Atlético – Liverpool: come un torero, sotto Klopp (1-0)

Pubblicato il 19 Febbraio 2020 alle 00:09 Autore: Alessandro Faggiano

Atlético – Liverpool: come un torero, sotto Klopp (1-0). Resoconto della magica notte vissuta dalla banda di Simeone contro i campioni d’Europa.

Atlético - Liverpool: come un torero, sotto Klopp
Atlético – Liverpool: come un torero, sotto Klopp (1-0)

Questa sera, allo stadio Wanda Metropolitano di Madrid, vicino l’aeroporto di Barajas, molti davano per certo che avrebbe risuonato il de profundis per Diego Pablo Simeone. L’Atlético Madrid ospitava i campioni uscenti della più importante competizione continentale per club. Il Liverpool arrivava nella capitale con tutti i favori del pronostico, sostenuto da una tifoseria che tributa regolarmente il lemma dell’inno dei reds: You’ll never walk alone. Allo stesso modo, però, la tifoseria rojiblanca si è sempre fatta trovare preparata, non facendo mai mancare il sostegno, l’affetto e la passione necessaria alla squadra per poter dare il massimo. Come recita l’inno dell’Atlético: derrochando coraje y corazón. Cuore e coraggio che non è mancato a nessuno degli undici interpreti scelti da Simeone per la partita più importante dell’anno. In una arena gremita in ogni ordine di posto, la compagine del Cholo ha sfoderato la miglior prestazione della stagione, punendo il Liverpool di Jurgen Klopp con un gol in avvio di uno dei beniamini di casa, Saúl Ñiguez.

Saúl sblocca e l’Atlético, stavolta, non retrocede

È prassi ormai consolidata, almeno in questa stagione, che ogni volta che i colchoneros si portano in vantaggio si attiva un meccanismo di autoconservazione che pregiudica notevolmente la qualità di gioco. Il talento argentino Ángel Correa (quest’estate vicino al Milan) lo ha dichiarato apertamente dopo la vittoria in Liga sul Granada (ultima partita giocata al Metropolitano prima del big match che apre le danze degli ottavi di finale di Champions).

Nella notte più importante – almeno finora – della stagione, il vantaggio ottenuto all’avvio di gara (e firmato da uno che di gol pesanti ne sa qualcosa) non ha coinciso con un cambio di mentalità degli undici gladiatori del Cholo. Anzi. L’Atlético ha cercato con insistenza il 2 a 0 e andandoci vicinissimo in più occasioni: due volte con Morata, tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, e con Vrsaljko che da buona posizione in area perde il tempo per calciare verso la porta difesa da Allison. La squadra di casa ha provato a far male in contropiede, dimostrando una solidità difensiva invidiabile. Gli attuali detentori della coppa dalle grande orecchie non sono mai riusciti a calciare nello specchio della porta. L’occasione più nitida è passata per la testa di Momo Salah, verso la metà del secondo tempo. Un brivido ovattato dal ruggito del Metropolitano che ha dato il meglio di sé nell’ultima parte del match.

I reds hanno dato dimostrazione di essere una compagine che sa come far girare il pallone, avvolgendo la rojiblanca con tocchi di prima e rapidi tentativi di verticalizzazione. Capitan Henderson ha provato a dare la carica ma, una volta uscito dal terreno di gioco per far spazio a James Milner, si è esaurita l’energia residuale dei campioni in carica. Klopp ha rimediato un giallo per proteste mentre Simeone reclamava con sempre maggior frequenza l’apporto del pubblico. In una notte infuocata, i campioni d’Europa – imbattuti da quasi cinquanta giornate in Premier League – sono caduti nel tempio biancorosso. Il passivo poteva essere ancora maggiore ma l’imprecisione in fase di definizione ha permesso alla truppa di Jurgen Klopp di giocarsela a viso aperto ad Anfield senza, d’altro canto, scoprire troppo il fianco alle ripartenze della squadra madrilena. La resa dei conti è fissata per l’11 marzo. Per una tra Atlético e Liverpool, sarà primavera anticipata.

Jurgen Klopp accoglie l’Atlético: “Welcome to Anfield”

Jurgen Klopp non ha chiesto scusanti e nonostante abbia rimediato un giallo per proteste, il tecnico del Liverpool ha reso merito agli avversari ricordando che it’s not over: non è finita. Impattato anche dall’ambiente del Metropolitano, il mister dei Reds ha ricordato che l’atmosfera è importante, incidendo sul lato emotivo della competizione. Ironicamente, ha assicurato che l’Atlético “sarà benvenuto ad Anfield”.

Simeone: “questa è una di quelle notti che non si dimenticano”

“Anche se il Liverpool non ha mai tirato nello specchio, ha creato molti pericoli. L’Atlético ha fatto una gran partita, e già da quando siamo entrati con l’autobus nello stadio, con la gente fuori animandoci senza paura. Qualcosa è cambiato: è la bellezza del football”.

Riguardo l’emozione vissuta, Simeone è si è detto sicuro che “oggi è stato emozionante, davvero. In questi otto anni ricordo poche volte in cui il pubblico è stato presente dall’inizio alla fine. Questa non è la miglior notte di tutte, però questa è una delle notti che non si dimenticano. Perché è venuta la miglior squadra del mondo e l’hai battuta”.

A chi ha fatto domande in merito alla preparazione del match di ritorno – ricordando ciò che successe allo Stadium di Torino l’anno scorso -, Simeone ha risposto seccamente che “non ci sta pensando e che ci sono molte partite da giocare prima del ritorno ad Anfield”.

Fernando Torres, leggenda dell’Atlético ed eroe di Anfield, ha assistito all’incontro

La leggenda colchonera Fernando Torres ha assistito al match tra l’Atlético Madrid e il Liverpool. Nonostante il niño sia sempre stato un tifoso della rojiblanca, Torres ha lasciato un segno indelebile nei cuori dei tifosi reds. Il suo periodo di maggior prolificità risale proprio alla sua esperienza passata sulle rive del Merseyside. Anni fa, Massimo Marianella celebrava uno straordinario gol di Torres ad Anfield, celebrando come un torero, sotto la Kop” Questa notte, il Niño ha visto celebrare uno dei maggiori idoli della tifoseria colchonera, Saúl Ñiguez (referente del centrocampo spagnolo e con lo stemma dell’Atlético tatuato sulla pelle) battersi il petto sotto gli applausi scroscianti del pubblico del Metropolitano. Come un torero, sotto Klopp.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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