Coronavirus USA: piano di Trump da mille miliardi e la corsa alle armi

Pubblicato il 18 Marzo 2020 alle 12:11
Aggiornato il: 25 Marzo 2020 alle 23:34
Autore: Alessandro Faggiano

Donald Trump prende misure contro il coronavirus in USA: Il presidente repubblicano ha annunciato un piano da addirittura 1.000 miliardi di dollari.

Trump
Coronavirus USA: piano di Trump da mille miliardi e la corsa alle armi

Fino alla scorsa settimana, Donald Trump minimizzava sul rischio epidemia da covid-19 negli Stati Uniti. Tuttavia le cose cambiano rapidamente e dopo il dilagare del coronavirus in Europa, l’emergenza si è estesa anche agli States. L’inquilino della Casa Bianca ha così imposto una chiusura quasi totale delle frontiere. La prima barricata ha provocato, come in altri Paesi, la corsa ai supermercati. Immancabile la psicosi per la possibile mancanza di carta igienica.

Amid coronavirus panic, customers pack stores for household essentials and food

Nel caso specifico degli States, c’è da segnalare anche il fortissimo incremento di armi e munizioni, probabilmente in previsione di una situazione difficile da gestire.

USA: Dozens queue to enter gun store amid coronavirus panic buying in California

Nel frattempo, la città di New York si blinda, replicando in buona parte il modello italiano. Anche nella grande mela le misure sono stringenti e faranno probabilmente da apripista per gli altri governatori, che seguiranno l’esempio del sindaco Bill De Blasio.

Trump prepara il piano economico per ammortizzare gli effetti del coronavirus in USA

Il presidente repubblicano ha annunciato un piano da addirittura 1.000 miliardi di dollari, con un assegno di 1.000 dollari da recapitare a ogni cittadino adulto degli Stati Uniti. Trump prova a rassicurare i mercati i quali reagiscono molto positivamente alle parole del primo mandatario americano. Wall Street gode di un rimbalzo del 6% e traina in parte anche le borse europee.Si nota come, in questi tempi di pandemia e incertezza, c’è volatilità estrema.

Nonostante Donald Trump non abbia chiarificato le misure precise che verranno adottate per far fronte all’emergenza economica e sanitaria, ha voluto tendere la mano alla Boeing, una delle compagnie maggiormente colpite da questa crisi. Inoltre, ha messo a disposizione una quantità ingente di tamponi gratuiti per seguire il modello di contenimento sudcoreano. Nel Paese asiatico, la campagna di limitazione del contagio ha funzionato egregiamente e in Italia alcuni governatori (con De Luca e Zaia in testa) chiedono di fare controlli a tappeto.

Trump non vuole trovarsi nella situazione dell’Italia

Trump ha dichiarato in conferenza stampa che “stiamo lavorando bene, vogliamo meno morti possibili, non vogliamo trovarci nella situazione dell’Italia”. Parole che giungono quando in tutti gli States sono stati diagnosticati già oltre 5.000 casi. Come per altri Paesi che sono ancora nella prima fase della lotta al coronavirus, è molto probabile che il numero di contagiati sia decisamente inferiore rispetto a quelli dichiarati.

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Il CDC (Centers for Disease Control) aveva stimato che, nel peggiore dei casi, l’ammontare di vittime poteva superare ampiamente il milione di persone (ponendo un range tra i 200.000 e 1.700.000) con più di 200 milioni di persone contagiate. Fortunatamente, tali stime si basano su un modello per il quale non vengono prese misure di contenimento. Qualora si verificasse davvero tale scenario e si mantenessero le proporzioni tra casi lievi e casi gravi, nel giro di un anno circa 21 milioni di persone necessiterebbe cure in ospedale. Un numero che stona -- e tanto -- con il numero di posti disponibili in tutto il territorio appena 975.000.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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