Governo ultime notizie: Confindustria chiede il rinvio del decreto di chiusura

Pubblicato il 23 Marzo 2020 alle 12:24 Autore: Alessandro Faggiano

Governo ultime notizie: Confindustria chiede il rinvio del decreto di chiusura. Braccio di ferro durissimo con l’esecutivo. Ecco le richieste

Governo ultime notizie: Confindustria chiede il rinvio del decreto di chiusura

Nella tarda serata di sabato 21 marzo, Giuseppe Conte aveva annunciato in diretta il “rallentamento del motore produttivo dell’Italia”. Una misura proposta da esponenti di tutto lo scacchiere politico: da sinistra a destr. Una ulteriore stretta per poter limitare al minimo le possibilità di contagio. La decisione, comunicata quando le borse erano chiuse, non è stata seguita dall’immediata pubblicazione del decreto. L’indiscrezione è che tra sabato notte e domenica, Confindustria abbia esercitato forti pressioni sul Governo affinché aprisse le maglie delle attività considerate “essenziali”, includendo una “disposizione di carattere generale che consenta la prosecuzione di attività non espressamente incluse nella lista e che siano però funzionali alla continuità di quelle ritenute essenziali”. Uno dei punti più controversi riguarda la “prosecuzione di quelle attività che non possono essere interrotte per ragioni tecniche: ad esempio quelle riguardanti gli impianti a ciclo continuo e a rischio incidente”. A tal fine, Confindustria ha chiesto e chiede l’introduzione di una autocertificazione semplificata che serva a dichiarare l’impossibilità dello stop delle attività.

Governo ultime notizie: anche la Confapi a favore del posticipo dell’entrata in vigore del decreto

L’ultimo punto di forte contrasto ha riguardato l’entrata in vigore del decreto. Confindustria ha chiesto una proroga, considerati i “tempi tecnici necessari dall’entrata in vigore del provvedimento a concludere le lavorazioni in corso, ricevere materiali e ordinativi già in viaggio, consegnare quanto già prodotto e destinato ai clienti”.

Un braccio di ferro durissimo al quale si è aggiunta anche la Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata). Secondo le parole del suo presidente, Maurizio Casasco “molti container arriveranno nelle fabbriche italiane per scaricare merci e i fornitori esteri già minacciano penali, se il blocco entrasse in vigore subito. Chiediamo poi al governo di esentare dalle tasse il differenziale di fatturato delle pmi rispetto al mese precedente. E di prevedere un vantaggio fiscale per gli imprenditori che quest’anno lasceranno gli utili nel capitale sociale delle aziende”

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I sindacati pronti allo sciopero generale

Dalla Cgil fanno hanno fatto sapere di essere pronti allo sciopero generale. “Aperto deve restare solo l’essenziale. Il sindacato è pronto alla mobilitazione e anche allo sciopero generale per difendere la salute”. Anche Cisl e Uil sembrano sulla stessa linea e ci si attende, proprio in questi giorni, una prima risposta da parte dei lavoratori. Il decreto dovrebbe avere validità dal 25 marzo fino al 3 aprile. Tuttavia, considerando le tante incognite, non si può non pensare a uno spostamento delle date poste nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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