Bollettino coronavirus 9 aprile 2020: contagiati, morti e guariti

Pubblicato il 9 Aprile 2020 alle 20:10 Autore: Giuseppe Spadaro

Bollettino coronavirus 9 aprile 2020: nuovo aggiornamento dalla Protezione Civile sul numero di contagiati, morti e guariti. Le parole di Borrelli Locatelli

Immagine della conferenza stampa della Protezione Civile: Borrelli, Locatelli
Bollettino coronavirus 9 aprile 2020: contagiati, morti e guariti

Bollettino Coronavirus 9 aprile: ogni giorno la Protezione Civile comunica i dati relativi ai nuovi contagi e aggiorna l’opinione pubblica sull’andamento della curva epidemica (qui l’articolo sui dati di giovedì 8 aprile 2020)

Bollettino coronavirus 9 aprile 2020, 610 i nuovi casi

Con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli è intervenuto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. Partiamo dai dati. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 96.877 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 143.626 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 29.074 in Lombardia, 13.258 in Emilia-Romagna, 11.336 in Piemonte, 10.449 in Veneto, 5.703 in Toscana, 3.253 in Liguria, 3.401 nelle Marche, 3.532 nel Lazio, 2.873 in Campania, 1.978 nella Provincia autonoma di Trento,  2.301 in Puglia, 1.390 in Friuli Venezia Giulia, 1.942 in Sicilia, 1.566 in Abruzzo, 1.315 nella Provincia autonoma di Bolzano, 792 in Umbria, 876 in Sardegna, 765 in Calabria, 609 in Valle d’Aosta, 275 in Basilicata e 189 in Molise. I deceduti sono 18.279. I decessi registrati nelle ultime 24 ore è pari a 610 casi.

Commenti di Borrelli e Locatelli

Bollettino coronavirus 9 aprile 2020 – Il capo della Protezione Civile ha evidenziato i dati di una minore pressione epidemiologica sulle strutture sanitarie e rilevato che se da una parte aumentano i casi di isolamento domiciliare dall’altro i casi di persone ricoverate presso strutture ospedaliere e soprattutto in terapia intensiva.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha osservato come “Oggi, pur nel numero ancora importante di decessi, ci sono 10 regioni, principalmente del centro sud, e la provincia autonoma di Bolzano, in cui il numero di morti giornaliero è inferiore a 10. Un successo importante largamente da attribuirsi alle misure di restrizione oltre che alla capacità di tutto il Sistema sanitario di fronte alla situazione emergenziale. Tuttavia lo stesso Locatelli ha auspicato l’adozione di carattere omogenee a livello nazionale. “Personalmente credo che le politiche che verranno scelte dal decisore dovranno forse avere un carattere nazionale piuttosto che regionale, semmai valorizzando i profili di rischio dei lavoratori. Guardare prima alle professioni piuttosto che alle zone geografiche? Sostanzialmente sì”. Locatelli ha fatto degli esempi spiegando come per i parrucchieri il rischio è ovviamente molto più alto di chi è addetto alla manutenzione dei boschi. Per cui le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico passano anche da questi elementi.

Lo stesso Locatelli ha parlato dei test sierologici: “il dimensionamento campionario verrà fatto considerando il genere della popolazione, inoltre sei fasce di età che abbiamo deciso di considerare grazie all’indicazione di Istat, poi un numero limitato di profili lavorativi e di differenze regionali; verrà scelto un test con elevata sensibilità, specificità, applicabilità larga su tutto il territorio nazionale, con larghissimo coinvolgimento delle Regioni”.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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