Conto corrente: prelievo forzoso per coronavirus, davvero potrebbe esserci?

Pubblicato il 16 Aprile 2020 alle 12:15
Aggiornato il: 20 Aprile 2020 alle 20:06
Autore: Guglielmo Sano

Visti i costi che la gestione della crisi potrebbe avere, c’è la possibilità che si proceda a un prelievo forzoso dal conto corrente degli italiani?

Salvadanaio
Conto corrente: prelievo forzoso per coronavirus, davvero potrebbe esserci?

L’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus sin dai primi momenti ha fatto suonare un campanello d’allarme: visti i contraccolpi che la gestione della crisi potrebbe avere sulle casse dello Stato, c’è la possibilità che si proceda a un prelievo forzoso dal conto corrente degli italiani?

Conto corrente: il caso del 1992

In un momento di grave crisi per le finanze pubbliche, lo Stato può disporre il prelievo di una percentuale delle somme depositate su ogni conto corrente per evitare il default, cioè la bancarotta. In Italia è già successo. Erano i primi giorni del luglio 1992 quando il Presidente del Consiglio Giuliano Amato decise che non c’era altro modo di salvare i conti del Paese: bisognava prelevare il 6×1000 sul saldo attivo delle somme in giacenza sui conti degli italiani, da quelli di tutti, in modo indiscriminato. “Fu un male necessario” ha ricordato l’allora capo del governo in un’intervista di qualche anno fa al Corriere, per reperire gli ultimi 8mila miliardi di una manovra che nel complesso ne valeva 30mila miliardi.

Una situazione molto diversa

Il prelievo forzoso sul conto corrente è una misura drastica per fronteggiare il rischio default: nel 1992 venne presa per scongiurare un gravissimo rischio che riguardava, di fatto, soltanto l’Italia. Invece, la situazione attuale vede, chi più, chi meno, sostanzialmente tutti gli Stati del mondo colpiti dalla diffusione del nuovo coronavirus. Insomma, l’attuale crisi è generalizzata. Inoltre, l’Italia questa volta non è da sola anche per il fatto che può contare sulla sua appartenenza all’Ue e all’Eurozona, quindi, su tutta una serie di strumenti che sono stati pensati proprio per evitare il collasso economico degli stati (piaccia o no, anche il Mes è uno di questi).

Virus Tax: ipotesi molto remota

Allora, quante sono le possibilità che infine si concretizzi una Virus Tax che vada a colpire il conto corrente degli italiani? Sembrano veramente molto poche, anche solo considerando che l’iniziativa governativa si sta muovendo in una direzione del tutto opposta: sono diverse le misure di sostegno al reddito e di finanziamento delle imprese previste per fronteggiare il contraccolpo economico determinato dal blocco del paese. Per capirsi, sembra che si vogliano dare soldi agli italiani e non toglierglieli.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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