Test sierologici in arrivo: quanti sono e a che servono

Pubblicato il 20 Aprile 2020 alle 11:04 Autore: Daniele Sforza

Test sierologici in arrivo: la gara indetta dal commissario straordinario Domenico Arcuri avrà tempi molto rapidi. Ecco a cosa serviranno i test.

Test sierologici in arrivo
Test sierologici in arrivo: quanti sono e a che servono

Test sierologici in arrivo in Italia: tempi stretti per la gara attualmente in corso e due aziende già in pole position, dopo l’arrivo di diversi test di origine cinese la cui attendibilità non è stata però certificata totalmente dal ministero della Salute. Il commissario straordinario dell’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri ha infatti indetto una gara in procedura semplificata e di massima urgenza finalizzata all’acquisizione di kit, reagenti e consumabili per la somministrazione di 150 mila test sierologici utili a finalizzare un’indagine campione sulla diffusione dell’epidemia da Covid-19 nella popolazione italiana.

Test sierologici in arrivo: la gara

La gara è stata pubblicata sul sito del Ministero della Salute, nonché della Presidenza del Consiglio dei Ministri e prevede tempi molto stretti: mercoledì 22 aprile, infatti, sarà il termine ultimo per presentare le offerte, mentre una settimana più tardi, mercoledì 29, ci sarà la sottoscrizione del contratto di fornitura. L’obiettivo è quello di domenica 3 maggio 2020, data dalla quale bisognerà finalizzare la consegna della fornitura dei kit sierologici, garantendo una rapidità di trasporto.

Test sierologici di ultima generazione: come funzionano e a cosa servono

Il test sierologico di nuovo generazione è attualmente una partita tra Diasorin e Abbott: il primo è già in essere, il secondo dovrebbe arrivare entro fine mese. L’obiettivo è quello di sostituire i test cinesi, arrivati all’Asl di Torino, con quelli di ultima generazione. Il Ministero della Salute, con una recente circolare, ha infatti messo in discussione l’attendibilità dei test cinesi. Ribadendo poi in ogni caso l’importanza del tampone.

Il test sierologico della Diasorin non prevede il prelievo di sangue dal dito, ma un prelievo ematico che sarà poi analizzato in appositi laboratori certificati. La finalità dei test è quella di dimostrare la presenza del virus tramite la rilevazione degli anticorpi e pertanto il contatto avvenuto tra il soggetto che effettua il test e il virus. Si tratta di un dato epidemiologico che potrebbe porre una luce differente e significative per capire l’andamento del contagio nel Paese e quanti cittadini sono venuti effettivamente a contatto con il virus.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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