Coronavirus manipolato in laboratorio: la teoria di Luc Montagnier

Pubblicato il 20 Aprile 2020 alle 21:00
Aggiornato il: 23 Aprile 2020 alle 20:33
Autore: Eugenio Galioto

Coronavirus manipolato in laboratorio: l’ipotesi del Nobel che sfida il complottismo. Gli Usa avviano un’indagine per richiedere risarcimento danni alla Cina

provetta con virus
Coronavirus manipolato in laboratorio: la teoria di Luc Montagnier

Il coronavirus è frutto di una manipolazione in laboratorio. A dirlo non è qualche blogger complottista, bensì il professor Luc Montagnier, premio Nobel 2008 per la Medicina in un’intervista radiofonica.

Secondo il Nobel, il coronavirus si sarebbe accidentalmente diffuso da un laboratorio cinese a Wuhan specializzato per la ricerca sui vaccini, nella fattispecie nell’ambito della ricerca per un vaccino contro l’Aids. Ed è singolare proprio il fatto che questa dichiarazione venga da Montagnier che nel 2008 vinse il Nobel per aver a lungo lavorato sul rapporto tra il virus dell’Hiv e l’epidemia di Aids.

Coronavirus manipolato per ricavarne un vaccino anti-Aids

Il genoma Rna del coronavirus, stante a quando dichiarato da Montagnier, avrebbe all’interno sequenze dell’Hiv, il virus alla base dell’Aids. La sequenza del genoma dell’Aids sarebbe stata inserita in quella del coronavirus per tentare di ricavarne un vaccino. «La natura non accetta alcuna manipolazione molecolare – sottolinea il Professore -, eliminerà questi cambiamenti innaturali e anche se non si fa nulla, le cose miglioreranno, ma purtroppo dopo molte vittime».

Montagnier ha poi proposto una soluzione: «Con l’aiuto di onde interferenti, potremmo eliminare queste sequenze e di conseguenza fermare la pandemia. Ma ci vorrebbero molte risorse». Risorse che attualmente sono impiegate prevalentemente per migliorare le cure attraverso l’adozione di farmaci antivirali (tra cui quelli utilizzati proprio contro l’Aids) e anti-infiammatori, accrescere le prestazioni dei sistemi sanitari nazionali (soprattutto attraverso la dotazione di strumenti per la ventilazione per la terapie intensive) e per destinare i fondi alla ricerca di un vaccino contro il coronavirus.

Il medico francese ha quindi definitivamente messo in soffitta l’ipotesi della diffusione del coronavirus per via della zoonosi tra uomo e animali vivi nel mercato del pesce di Wuhan. Tuttavia, è probabile che il virus abbia effettivamente avuto origine da un pipistrello, ma presenterebbe delle modificazioni di laboratorio che inducono a pensare ad un errore umano. Infatti, sempre secondo Montagnier, all’origine vi sarebbe stato il tentativo di impiegare il virus come antigene alla base di un vaccino sperimentale contro l’Aids.

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L'autore: Eugenio Galioto

Sociologo, un passato da ricercatore sociale e un presente da analista politico. Scrivo principalmente di economia e politica interna. Amo il jazz, ma considero l'improvvisazione qualcosa che solo i virtuosi possono permettersi.
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