Social TP: la fase 2 non convince. I commenti dei lettori

Pubblicato il 29 Aprile 2020 alle 11:05 Autore: Alessandro Faggiano

Social TP: la fase 2 non convince. I commenti dei lettori: tante risposte elaborate e ragionate sia da parte di chi è a favore sia di chi è contro.

misure fase 2
Social TP: la fase 2 non convince. I commenti dei lettori

Termometro Politico continua con le domande social che pur NON avendo rilevanza statistica, permettono di rilevare il sentiment della popolazione su temi molto delicati. Nell’ultima domanda social TP abbiamo chiesto ai nostri lettori cosa ne pensano del provvedimento con cui si darà il via alla fase 2 (qui l’elenco dei divieti ancora attivi).

Si sprecano i commenti – molti di questi, elaborati e che presentano un ragionamento critico e costruttivo – dei nostri lettori sulla fase 2, che prenderà il via dal 4 maggio. Nel complesso, le reazioni negative (2153) superano quelle positive (1229). Ricordiamo che i risultati qui presentati non hanno rilevanza statistica (non vi è nessun processo di campionamento) ma permettono di conoscere l’opinione, il sentiment della popolazione.

Qui, una riflessione sul principio di responsabilità e il criterio di proporzionalità: il delicato equilibrio della fase due

La gran critica al dpcm della fase due: bisognava differenziare da Regione a Regione

La maggior critica segnalata da parte di chi si mostra contrario alla bozza dell’ultimo DPCM riguarda l’omogeneizzazione delle misure su tutto il territorio nazionale. Segnalata anche la poca coerenza e aree grigie che lascerebbero troppa libertà interpretativa (si veda il caso dei congiunti).

Giada Masotti afferma: “Mi aspettavo maggiori aperture, almeno a livello di regione. In pratica ci è concesso solo di andare in ufficio e correre per strada. Ah si le fantastiche visite ai parenti. Come se a differenza di fidanzati o altro i nonni non si possano infettare. Davvero poca coerenza. Considerato poi che di questo virus si sa poco o nulla, mi sembra illogico fermare un paese con un’economia allo sbando come la nostra e segregare i cittadini. Dal 2008 non sono stati fatti grossi miglioramenti e diverse stime affermano che i danno causati dal coronavirus saranno maggiori e più immediati”.

Sulla stessa linea Fausto Decontra: “Non si capisce perché le stesse regole debbano essere applicate nel cuore delle zone contagiate e nelle zone dove i numeri sono bassissimi. Non si capisce perché un parrucchiere non possa lavorare rispettando le stesse regole di un dentista. Non si capisce perché ci si possa assembrare in una fabbrica e non in una scuola privata di inglese. Si capisce solo che non avendo la minima idea di quello che deve fare lui (mascherine, controlli nelle RSA, tracciamenti) continua a dire quello che dobbiamo fare noi. In barba a tutte le indicazioni dell’OMS, a tutti i dati reali e alla logica”.

L’omogeneizzazione delle restrizioni viene criticata anche da Arben Duro: “No, Perché italia non è tutta zona rossa. Ogni regione deve applicare misure di sicurezza e apertura in relazione alla situazione sul territorio”.

Pierangelo Bucci offre un altro punto di vista ma sempre critico: “Sappiamo già che le persone che hanno contratto il Covid sono milioni, a fronte di questo abbiamo le ospedalizzazioni in continuo calo ed è questo il dato importante. Giustificare delle misure che costano 100 miliardi al mese e chissà quanti disoccupati nei prossimi mesi, quando il virus è ovunque, continuare con le misure è inutile, un’assurdità logica ed economica. Le scelte di Conte uccideranno il paese, altro che Covid”.

Social TP fase 2: giusta la prudenza

I favorevoli concordano con la linea della prudenza, privilegiando il massimo diritto alla vita e alla salute.

Antonietta Di Principe approva la gestione di Conte: “Ovviamente si..Non siamo usciti da una situazione di emergenza. Ancora tanti contagiati e deceduti. Molti avrebbero preferito meno restrizioni e addirittura avrebbero voluto la riapertura delle scuole…ma conoscono le reali condizioni della scuola italiana?? Fanno sul serio?? Solo per dirne una eh”.

Sulla stessa linea Donatella Cuccu “In questo momento la scelta fatta da Conte era l’unica, siamo ancora troppo lontani dal contagio 0. Sarebbe stato facile dire ‘riapriamo tutto’ ci avrebbe guadagnato a livello di preferenze! Ma meglio avere meno consensi ma anche meno morti! Siamo un popolo strano chi urla di più viene osannato e chi con garbo cerca di farti capire cosa bisogna fare viene demolito, in ogni caso che la fortuna sia con noi (ne abbiamo bisogno)”.

Rosaria Castorina ritiene positivo questo approccio graduale: “Sono d’accordo con Conte sull’apertura a step. Bisogna che le persone prendano consapevolezza sui comportamenti per evitare il rischio di contagio.
Penso inoltre che gli step serviranno a permettere alle varie attività di adoperarsi al fine di poter assicurare delle moralità ad hoc per permettere di non mettere nessuno a rischio!”.

Segnaliamo, infine, il commento di Maura, tra i più personali e che mette in risalto l’asimmetria dei rischi: “Mi pare che tanti morti e ammalati non siano serviti a darci una coscienza, che ognuno di noi pensi che capiti sempre ad un altro. Beh se volete uscire e fare i fatti vostri fate pure fatevi contagiare e se andate in terapia intensiva o intubati poi non lamentatevi. Io sono una malata oncologica ed ho il terrore di gente come voi a cui non frega nulla la vita degli altri ma vi frega solo del denaro che perdete. Guardate che il denaro nella bara non ce lo portate. Se non siete in salute non ve ne fate niente. Questi due mesi di quarantena non hanno insegnato nulla agli egoisti, solo a chi era già sensibile ha dato qualcosa”.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
Tutti gli articoli di Alessandro Faggiano →