Il presidente CNOP David Lazzari a TP: “Covid-19 ha creato emergenza psicologica”

Pubblicato il 8 Giugno 2020 alle 15:46
Aggiornato il: 24 Giugno 2020 alle 23:30
Autore: Andrea Turco

David Lazzari, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi: “Abbiamo registrato un aumento generalizzato del disagio psicologico”

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Il presidente CNOP David Lazzari a TP: “Covid-19 ha creato emergenza psicologica”

Immettere in ruolo più psicologi all’interno del Servizio Sanitario Nazionale per far fronte all’emergenza psicologica nata sull’onda della pandemia Covid-19. È questa una delle richieste che David Lazzari, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop), ha avanzato al ministro della Salute, Roberto Speranza, in un incontro tenutosi a fine maggio. Una recente indagine condotta dall’Istituto Piepoli per il Cnop ha fotografato la situazione di ansia, insonnia e malessere crescente che sta colpendo moltissimi italiani. Per questo Lazzari chiede all’esecutivo un supplemento di attenzione per la categoria.

Dott. Lazzari quali critiche muove al governo? Lei ha denunciato una situazione pre-Covid di carenza di psicologi nella Sanità. Vi siete sentiti dimenticati?

Il numero di psicologi in servizio all’interno del Servizio Sanitario Nazionale è da sempre molto basso rispetto alle reali ed effettive esigenze della popolazione. Questa carenza di professionisti nel Pubblico fa sì che chi non può permettersi uno psicologo in ambito privato rimane senza un supporto, con tutto ciò che ne consegue. Questa situazione cronica è diventata ancor più grave in questa fase in cui, come è ben chiaro a tutti, l’emergenza sanitaria ha determinato anche un’emergenza psicologica. Paura del contagio, stravolgimento delle abitudini e timori per le prospettive psicologiche hanno creato una pressione fortissima che molti hanno vissuto sviluppando forme anche profonde di disagio psicologico.

A fine maggio ha incontrato il ministro della Salute, Roberto Speranza, quali proposte avete avanzato al governo?

Il Ministro Speranza ha ascoltato con grande attenzione il preoccupante quadro della situazione relativo ai problemi psicologici degli italiani e alla carenza strutturale di psicologi. Speriamo che si muova di conseguenza favorendo l’immissione in ruolo di professionisti. D’altronde, il Governo ha varato un piano straordinario di assunzioni nel SSN ed è necessario che questa decisione, di per sé molto positiva, riguardi anche gli psicologi.

Ritiene che questa crisi sanitaria possa finalmente far emergere l’importanza del ruolo che gli psicologi hanno all’interno della società?

Il ruolo degli psicologi non è mai messo in discussione e non è sottostimato. Abbiamo ricevuto moltissime attestazioni di ringraziamento per la mobilitazione della categoria. Il problema è che gli psicologi nel SSN sono pochissimi e non possono far fronte alla richiesta di assistenza che proviene dagli utenti, un dato di fatto noto a tutti già in tempi di normalità che diventa ancor più lampante in questa fase di esplosione di stress e disagio.

Durante la fase di lockdown in che modo gli psicologi hanno assistito i loro pazienti e con quali strumenti?

Quella psicologica è una professione sanitaria e come tale non si è fermata durante il lockdown. Gli studi sono rimasti aperti. Tuttavia, gli italiani nel rispetto delle norme sul contenimento del virus, sono rimasti diligentemente in casa. Per garantire a tutti la possibilità di ricevere assistenza, moltissimi psicologi si sono resi disponibili a realizzare consulti a distanza nell’ambito di una nostra iniziativa #psicologionline.

Che ruolo avranno gli psicologi in questa nuova fase che si apre?

È un tema molto interessante su cui la stessa categoria sta riflettendo. Infatti, ne parleremo martedì 9 in diretta facebook sui profili di CNOP ed ENPAP. Di certo, nella Fase 3 e negli anni a venire siamo chiamati ad affrontare una sfida molto impegnativa assicurando il supporto psicologico in maniera capillare e diffusa. Il benessere psicofisico è fondamentale per lo sviluppo della società italiana e non si può lasciare indietro o da solo chi vive un disagio. Per questo c’è bisogno di psicologi negli ospedali, in corsia, nei luoghi di lavoro, nelle carceri, a scuola.

Avete riscontrato un aumento delle richieste di aiuto da parte della popolazione nella fase di lockdown? Quali sono i principali sintomi
riscontrati e chi ne è rimasto maggiormente colpito?

Abbiamo registrato un forte aumento di disagio. Dalle nostre analisi, abbiamo rilevato che gli italiani hanno sofferto stress (42%), disturbi del sonno (24%), irritabilità (22%), umore depresso (18%), problemi alimentari (10%), conflitti relazionali (7%), problemi di coppia (4%) e con i figli (3%). Le criticità assumono varie forme con differente intensità ma abbiamo colto un’incidenza particolarmente alta tra i giovani e nel nord ovest.

Lei ritiene che senza adeguate politiche sociali e di supporto alla persona si rischi un’esplosione di rabbia che possa portare anche ad episodi di violenza verso gli altri oppure verso se stessi?

L’Italia ha vissuto un trauma e vivrà anni molto difficili dal punto di vista economico e sociale. Il contesto è negativo. Abbiamo registrato un aumento generalizzato del disagio psicologico, compresi i casi più estremi come il suicidio o l’esplosione di episodi di violenza domestica. Lo Stato è chiamato in tutte le sue articolazioni a sviluppare uno sforzo straordinario di assistenza e supporto nei confronti della popolazione e la professione psicologica è determinata a fare la sua parte.

Durante questa fase d’emergenza la scuola ha scoperto l’uso della didattica online. Anche gli psicologi sono pronti ad adottare le nuove tecnologie per curare il paziente (es. realtà virtuale)?

La didattica a distanza è prassi diffusa e funzionale. Ma in condizioni di normalità non si può rinunciare alla frequentazione fisica. Soprattutto per i più giovani, recarsi a scuola, incontrare i compagni, socializzare è fondamentale. Per la formazione della personalità è molto importante conoscere il mondo. Per l’assistenza psicologica vale lo stesso discorso. I consulti on line sono largamente utilizzati e vi si può ricorrere con fiducia ma il supporto in presenza è senz’altro preferibile.

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L'autore: Andrea Turco

Classe 1986, dopo alcune esperienze presso le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano approda a Termometro Politico.. Dal gennaio 2014 collabora con il portale d'informazione Smartweek. Su Twitter è @andreaturcomi
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