Cos’è il fido bancario, come si richiede e a chi spetta. Ecco i vantaggi

Pubblicato il 26 Settembre 2020 alle 06:17 Autore: Claudio Garau

Fido bancario o contratto di apertura di credito: che cos’è in pratica e dov’è regolato nel Codice Civile. Quali sono i vantaggi di tale contratto bancario?

Cos'è il fido bancario, come si richiede e a chi spetta. Ecco i vantaggi
Cos’è il fido bancario, come si richiede e a chi spetta. Ecco i vantaggi

Di seguito vogliamo chiarire l’utilità pratica del cosiddetto fido bancario, ovvero un particolare tipo di contratto previsto dal Codice Civile, ed applicabile nei rapporti tra correntista e istituto di credito. Spese non preventivate ma doverose oppure urgenze ed imprevisti sono alla base della necessità di attingere al proprio conto corrente più di frequente rispetto a prima. Ecco allora che avere una somma aggiuntiva, tale da contribuire a far quadrare i conti, si rileva la scelta pratica più opportuna: tale somma può essere facilmente ottenuta grazie al fido bancario. Vediamolo più da vicino.

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Fido bancario: di che si tratta?

Il fido bancario, come anticipato, è una tipologia di contratto bancario, ed è tecnicamente denominato contratto di apertura di credito bancario. Trova disciplina normativa all’art. 1842 Codice Civile, che sancisce che con tale contratto l’istituto di credito si obbliga a mettere a disposizione del correntista una determinata somma di denaro, per un certo lasso di tempo o anche a tempo indeterminato. L’utilità pratica di tale contratto è indubbiamente evidente, tanto che è comunemente usato sia dai privati e famiglie, che dalle imprese, anche come soluzione alternativa al prestito personale. La legge inoltre prevede che è anche consentito firmare il contratto di fido bancario dietro garanzia (reale o personale).

Insomma, il fido bancario rappresenta un valido supporto economico per tutti coloro che necessitano di uno scoperto o comunque di denaro subito disponibile: infatti, il privato o l’impresa che esaurisca la liquidità nel c/c, sa di potersi affidare appunto a questa somma di denaro, previamente oggetto di accordo con la banca. È chiaro però che obbligandosi a quanto detto, la banca in cambio percepirà di solito interessi sulle somme erogate a favore del correntista.

Come funziona in concreto e come ottenerlo

Dal punto di vista pratico, con un contratto di fido bancario il cliente può pertanto effettuare prelievi di denaro dal proprio c/c anche con saldo negativo, ma tuttavia entro i limiti della somma concordata con il proprio istituto di credito. Anzi, va rimarcato che il richiedente è comunque obbligato a rimborsare l’importo versato non appena avrà un rientro economico. La banca si occuperà infatti, oltre ovviamente alla definizione dell’importo da stanziare, anche del cosiddetto “piano di rientro delle rate” e delle tempistiche collegate al saldo del debito. Il cliente – privato, famiglia o impresa – ha insomma la possibilità di ripristinare posteriormente l’integrità del capitale, ovviamente riconoscendo all’istituto di credito i dovuti interessi.

È interessante notare che l’apertura di credito o fido bancario è differente da un comune finanziamento o prestito, in quanto in caso di fido gli interessi sono riconosciuti di fatto soltanto sulle somme che poi sono concretamente prelevate dal correntista, per le spese urgenti o impreviste (molto diffuse ad es. nelle realtà imprenditoriali laddove si verifichi una fase di crisi dell’attività).

Per richiedere un fido bancario, sarà necessario presentarsi in una filiale della propria banca, muniti di documentazione reddituale. In particolare, se il conto corrente è intestato a un’azienda sarà anche necessario presentare documenti societari come bilanci, stato patrimoniale ecc. La domanda verrà compilata dall’interessato su un apposito modulo. Sarà poi la banca a verificare se concedere o meno il fido: pertanto l’istituto dovrà vagliare se il richiedente soddisfa determinati requisiti economici per quanto attiene il bilancio mensile e le entrate.

Quali sono i tempi di erogazione ed il rientro

La prassi insegna che la richiesta di apertura di credito, solitamente, non determina tempi lunghi per l’ottenimento del fido, tuttavia va da sè che occorre rispettare tutte le condizioni preposte dalla propria banca. Infatti, quest’ultima deve pur sempre effettuare verifiche e controlli del caso, per capire se davvero la persona potrà far fronte agli obblighi di restituzione della somma oggetto di fido. Solitamente per capire se il cliente avrà l’ok della banca, dovrà attendere un periodo oscillante tra qualche giorno ad un mese circa. Superato detto periodo, il no della banca diventa l’esito assai probabile.

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Concludendo, a seguito della scadenza del periodo concordato da cliente e banca, l’istituto si attiverà con la richiesta di rientro del fido bancario domandato a suo tempo, cui il cliente dovrà rispondere senza indugio. Tuttavia, ricordiamo anche che quanto più lunghe saranno le tempistiche concesse per il rientro, tanto superiori saranno i tassi di interesse fatti valere dalla banca.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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