Truffe SMS: come riconoscerle e quando scattano. I rischi dello smishing

Pubblicato il 26 Settembre 2020 alle 05:52 Autore: Claudio Garau

Truffe sms: i tratti essenziali della truffa nel Codice Penale e la variante “tecnologica” mediante l’uso degli sms. Lo smishing e come riconoscerlo

Truffe SMS: come riconoscerle e quando scattano. I rischi dello smishing

Ben sappiamo che il reato di truffa è uno dei più subdoli, perché l’autore di questo illecito approfitta dello stato di inconsapevolezza della vittima, generato da quelli che la legge definisce “artifici o raggiri” all’art. 640 Codice Penale. La truffa infatti comporta l’inganno nei confronti della vittima, allo scopo di ottenere illegittimamente un vantaggio economico per sè o altri. In parole povere, il truffatore prospetta al truffato una visione della realtà non corrispondente al vero, per sottrargli risorse patrimoniali e trarne un profitto ingiusto. Oggi, con le moderne tecnologie, la truffa si è rivoluzionata, ed abbiamo quindi tecniche nuove per ingannare il malcapitato di turno. Qui di seguito vogliamo porre attenzione verso le truffe sms, ovvero attuate tramite l’invio di messaggi su cellulare. Come funzionano? come tutelarsi? Vediamolo.

Se ti interessa sapere se l’obsolescenza programmata dello smartphone, dopo l’aggiornamento, può considerarsi truffa, clicca qui.

Truffe sms: il contesto di riferimento

Prima di focalizzarci sulle truffe sms, richiamiamo schematicamente i 3 elementi essenziali che costituiscono il reato di truffa, e che quindi integrano la correlata responsabilità penale:

  • artifici o raggiri attuati dal truffatore, ovvero gesti tesi ad occultare la realtà e a nasconderla al truffato, in modo da poter approfittare di lui e danneggiarlo;
  • induzione in errore della vittima, che casca nel tranello del truffatore e crede alla falsa realtà da lui prospettata;
  • ingiusto profitto ottenuto dall’autore della truffa, per se stesso o a favore di terzi.

Questi tre elementi debbono ricorrere tutti assieme al fine di poter punire il colpevole di truffa. Dal reato in oggetto ci si può difendere con querela, ovvero con segnalazione alle forze dell’ordine o presso la Procura della Repubblica, effettuata dalla persona truffata. Ne consegue che se vale la querela, non vale la denuncia, ovvero un terzo non può fare denuncia contro il truffatore: può attivarsi la sola vittima della condotta truffaldina. Quanto appena detto in via generale su questo reato, si applica ovviamente anche alle truffe sms.

Gli artifici e raggiri tramite sms e le nuove tecnologie: lo smishing

Le truffe sms non sono altro che una evoluzione tecnologica di quanto sopra ricordato. Ovvero, con le truffe sms abbiamo artifici e raggiri che, tramite messaggi su cellulare o smartphone, consentono al truffatore di carpire illecitamente dati ed informazioni, per usarle per i propri scopi. Vediamo allora la più diffusa, ovvero lo smishing.

Ultimamente sono molto in voga le truffe sms attraverso la tecnica dello “smishing”, come segnalato ripetutamente dalla polizia postale. Tale metodo truffaldino è attuato con la sottrazione di informazioni personali e dati bancari riconducibili agli ignari utenti destinatari del messaggio. La persona truffata dallo smishing crede di ricevere un sms da parte della sua banca, recante l’invito a compiere una serie di operazioni, allo scopo – occulto al destinatario – di consentire al truffatore di venire a conoscenza delle password e delle credenziali d’accesso ai servizi di home-banking.

Con questo subdolo metodo, il truffatore può riuscire a clonare la sim-card, ottenendo pieno controllo dei servizi home-banking del malcapitato truffato, che rischia così ingenti perdite patrimoniali. Onde evitare di cadere in queste trappole, è buona regola fare attenzione a tutti i messaggi o mail inviati dagli istituti di credito o sedicenti tali, controllando sempre che il mittente del messaggio sia verificato o comunque attendibile. In particolare, è auspicabile la verifica dell’eventuale presenza di errori di grammatica, sintassi ed altre imprecisioni, e dell’eventuale presenza di un numero inconsueto del mittente: sono tutte spie di una probabile truffa sms.

In sintesi, possiamo affermare che lo smishing è la variante su sms del ben noto phishing, di cui abbiamo già parlato qui. E più in generale, in tema di truffe sms, è bene fare attenzione ai link che compaiono sui messaggi ricevuti, perché possono anche rinviare ad indirizzi web che trasferiscono virus sullo smartphone, in automatico, oppure a pagine web che hanno l’unico scopo di sottrarre i dati personali del destinatario. Ricordiamo altresì che gli istituti di credito usano metodi più formali di comunicazione, e certamente preferiscono una lettera raccomandata, al posto di un banale sms. Ed, in ogni caso, anche laddove il messaggio sia scritto in modo professionale e possa considerarsi in qualche modo attendibile, sarà opportuno chiedere delucidazioni alla propria banca prima di eseguire quanto richiesto nel messaggio sms.

Se ti interessa saperne di più sull’indirizzo e-mail falso, quando è reato e cosa si rischia, clicca qui.

Come tutelarsi contro questo tipo di truffa?

Come accennato sopra, chi ha subito una delle truffe sms potrà certamente fare querela ed attivarsi, anche seguendo la modalità online di segnalazione sul sito della polizia di Stato, oppure seguendo l’indicazione di Poste Italiane che invita a segnalare eventuali e-mail/sms ritenuti sospetti tramite l’indirizzo antiphishing@posteitaliane.it. Basta un semplice dubbio sulla possibile pericolosità del messaggio sms, a costituire fondamento della segnalazione e della conseguente verifica.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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