Discoteche chiuse per coronavirus: ecco i nuovi divieti in vigore

Pubblicato il 17 Agosto 2020 alle 15:26
Aggiornato il: 25 Agosto 2020 alle 18:44
Autore: Claudio Garau

Discoteche chiuse ed obbligo di mascherina all’aperto: ecco le novità introdotte dalla recente ordinanza del Ministero della Salute. Come comportarsi?

Discoteche chiuse per coronavirus: ecco i nuovi divieti in vigore
Discoteche chiuse per coronavirus: ecco i nuovi divieti in vigore

Le notizie degli ultimi giorni hanno segnalato che in Europa e nel resto del mondo i contagi da coronavirus non sono affatto calati: se in paesi come Francia, Spagna e Germani i più recenti dati della diffusione dell’epidemia non sono incoraggianti, anche in Italia registriamo un nuovo aumento di casi, molte volte originati da contagi di ritorno, ovvero legati a turisti di ritorno da località estere di vacanza. Ecco allora la scelta, da parte del Ministero della Salute, di chiudere le discoteche e di dar luogo ad una vera e propria “stretta” alla movida, ritenuta evidentemente una delle ragioni della nuova impennata di casi di covid. Vediamo più nel dettaglio le novità in tema di discoteche chiuse.

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In concreto, il citato Ministero ha deciso di emanare un’ordinanza ad hoc che dal 17 agosto fino al 7 settembre (qui il testo), impone la sospensione di tutte le “attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e in ogni altro spazio aperto al pubblico“.

Ma non solo: con detto provvedimento viene altresì disposto l’obbligo di mascherina anche all’aperto dalle ore 18 alle ore 6 nei luoghi considerati a rischio di assembramento di persone. Le parole del Ministro Speranza riassumono il perché di questa stretta alle attività e la decisione delle discoteche chiuse: “I numeri del contagio in Italia, anche se tra i più bassi in Europa, sono in crescita. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati. La nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza”. Insomma, una scelta quella delle discoteche chiuse, mirata anche a garantire la riapertura degli istituti scolastici, prevista per metà settembre.

Si tratta di un divieto che vale non soltanto per i locali al chiuso, ma anche per quelli all’aperto, e che si unisce all’accennato obbligo – valevole dalle ore 18.00 alle ore 06.00 sull’intera penisola – di utilizzare “protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, ovvero negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale“.

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Non mancano i pareri contrastanti, in merito alla scelta delle discoteche chiuse e dell’obbligo mascherine all’aperto. Il Codacons ha già annunciato che farà denuncia nei confronti del Governo e i presidenti delle Regioni, per concorso in epidemia colposa e attentato alla salute pubblica. Secondo tale associazione, infatti, la scelta delle discoteche chiuse e della stretta alla “movida” è stata tardiva ed andava compiuta già a luglio, quando gli assembramenti incontrollati nelle piste da ballo sono stati molto frequenti. Se questa è la posizione del Codacons, arrivano, dall’altra sponda, le proteste degli operatori dei locali da ballo, che lamentano una perdita già pari a circa 4 miliardi di euro. In questo scenario, Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ha tuttavia puntualizzato che “i locali da ballo con bar e ristoranti potranno continuare a svolgere queste attività, servire pasti e preparare drink“.

Concludendo, sono però la parole del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, a cercare di trovare un bilanciamento tra opposte esigenze: “Il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternative, serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo“; in particolare, il numero uno del MISE ha assicurato che “Faremo il possibile per dare un sostegno economico alle attività che avranno delle perdite, trovando delle poste di ristoro specifiche anche nel dl agosto“. Vedremo dunque a breve quali saranno le novità in tema di aiuti al settore e se i divieti introdotti proseguiranno oltre il 7 settembre.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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