Visita fiscale Inps: con il raffreddore si deve stare a casa?

Pubblicato il 18 Agosto 2020 alle 10:12 Autore: Daniele Sforza

In tempo di Covid-19 il lavoratore che ha i sintomi del raffreddore deve stare a casa? Ed è soggetto a visita fiscale Inps? Il chiarimento.

Visita fiscale Inps con raffreddore
Visita fiscale Inps: con il raffreddore si deve stare a casa?

A partire dal 10 agosto, ma non ovunque su tutto il territorio italiano, la visita fiscale Inps è ripartita, ma potrebbero esserci degli interrogativi e delle questioni irrisolte su possibili “nuove” malattie che, a differenza di prima, potrebbero costringere a restare a casa (e attendere la visita fiscale). In realtà sarebbero “nuove vecchie” malattie, come un normale raffreddore, normale fino a qualche tempo fa, ma non in tempo di coronavirus, visto che è uno dei sintomi del Covid-19. Quindi, per concludere, la domanda è la seguente: come ci si deve comportare con il raffreddore?

Visita fiscale Inps: lavoratore con raffreddore deve restare a casa

Per rispondere a questa domanda è necessario fare una sintesi tra il protocollo di sicurezza da rispettare se si provano i sintomi da Covid-19 e il meccanismo della visita fiscale Inps attuale, che in tempo di coronavirus è leggermente mutato.

Visite fiscali: nuove regole e quando ripartono

Il lavoratore, quando percepisce i sintomi del Covid-19 (e tra questi sono inclusi anche raffreddore e febbre), deve consultare immediatamente un operatore sanitario e non recarsi direttamente dal proprio medico di base o presso una struttura ospedaliera: prima di recarcisi fisicamente, infatti, è tenuto a chiamare e prevenire il proprio dottore.

Visita fiscale Inps: come funziona in tempo di Covid

La procedura legata alla visita fiscale Inps fa sì che l’Istituto di previdenza analizzi dapprima i certificati medici inoltrati dai medici, e da questi individui i possibili soggetti a rischio Covid-19. Infatti, qualora il lavoratore provi i sintomi della febbre o del raffreddore, può essere a rischio coronavirus. Via telefono o via citofono, comunque a distanza, il medico fiscale potrà fare domande al lavoratore in malattia (il cosiddetto triage) al fine di capire se il rischio di contagio ci sia o meno. A ogni modo, visto che la presenza del virus non può essere esclusa del tutto, la visita fiscale dovrà essere effettuata indossando i dispositivi di protezione individuale (mascherina e guanti), obbligo a cui dovrà sottoporsi anche il lavoratore in malattia.

Fasce orarie di reperibilità restano le stesse

Non cambia invece nulla rispetto agli orari delle visite fiscali e alle fasce di reperibilità da rispettare, che restano ripartite nel seguente modo:

  • Lavoratori dipendenti pubblici: 9-13; 15-18;
  • Lavoratori dipendenti privati: 10-12; 17-19.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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