Ciro e Maria Pia erano infette, nella normalità di Parco Verde

Pubblicato il 14 Settembre 2020 alle 14:57 Autore: Nicolò Zuliani

Si potrebbe scrivere una fiction su questo schifo, ma probabilmente lo sceneggiatore finirebbe indagato dai Carabinieri.

Di recente è passato agli orrori di cronaca l’omicidio di Maria Pia Gaglione (22 anni). Era in scooter con il suo fidanzato Ciro Migliore (20 anni) quando il fratello di Maria Pia li ha inseguiti con il SUV e speronati. Entrambi sono finiti fuori strada: Maria Pia ha colpito con la gola un tubo dell’impianto d’irrigazione, Ciro è finito in un cespuglio di rovi. Il fratello ha fermato il SUV ed è corso ad accanirsi su Ciro, massacrandolo di calci e pugni mentre quello tentava di attirare l’attenzione su Maria Pia, morta o moribonda.

Quando arrivano i Carabinieri lo portano in carcere e lì spiega il movente: «Ho fatto una stronzata. Non volevo uccidere nessuno, ma dare una lezione a mia sorella e soprattutto a quella là, che ha infettato mia sorella che è sempre stata normale». Ciro Migliore è un trans ftm.

L’Italia s’affretta a commentare.

A sinistra si ricomincia a parlare del DDL Zan, cioè la legge contro l’omostransfobia che aumenta le pene per i crimini legati all’odio; a destra le associazioni Pro Vita e Famiglia Onuls si uniscono all’indignazione ma chiedono di non strumentalizzare l’omicidio. La folla si indigna perché i giornalisti sbagliano il sesso o il pronome di Ciro negli articoli.

Eppure Parco Verde non è nuova al degrado.

A essere precisi, Parco Verde è la location in cui sono accadute, negli anni, tra le cose più mostruose e abominevoli possano accadere in un paese civilizzato, al cui confronto persino Mestre – capitale delle morti d’eroina europea – impallidisce. Facciamo un rapido riepilogo: tra il 1986 e il 2015 sono morti 32 ragazzi. È un posto dove una casalinga incensurata ha 3000 dosi di crack ed eroina. Ci sono 20 attentati dinamitardi, si trovano 9 cadaveri carbonizzati. Danno fuoco alle fabbriche di vernici con conseguenti nubi tossiche.

A febbraio 2017 trovano mitra e rilevatori di microspie.

Ci sono quartieri dove incesto, stupro e pedofilia sono normalità e quando partono inchieste la curia non collabora e mente. Dove una bambina di due anni e cinque mesi urla se provano a cambiarle il pannolino o svestirla. Dove le case famiglia che ospitano i bambini ricevono strane telefonate e citofonate. Perché in effetti a Parco Verde i bambini e i giovani non se la passano affatto bene, se torniamo al 28 aprile 2013 quando Antonio Giglio, di 3 anni, viene gettato gettato dalla finestra della casa della nonna. L’ha spinto la madre. Il motivo, pare, era che impediva la convivenza tra lei e il fidanzato, Titò.

Il 24 giugno 2014 tocca a Fortuna, una bimba di 6 anni. Sta giocando sulla terrazza con una sua amica, Doriana, quando Titò le si avvicina. Fortuna capisce che butta male e scappa, perde un sandalo nella corsa. Titò la prende e la getta giù dalla finestra sotto gli occhi di Doriana. La vicina di casa nasconde il sandalo perso dalla bambina. Fortuna la chiamava “nonna”, e “nonna” assieme alla mamma dice a Doriana di non mettere nei guai la famiglia.

Al piano terra si trovano Massimo “Chiappariello” e figlio, ovvero lo spacciatore di quartiere. Massimo sente il tonfo, ma ai Carabinieri dice che Titò era già fuori quando é successoe (diventa indagato per falsa testimonianza). Salvatore Miucci esce dal palazzo e prende Fortuna in braccio per portarla in ospedale, ma anche lui viene arrestato per violenza sessuale sulla figlia di 12 anni. Persino sua moglie viene arrestata per violenza sessuale su minori.

C’è poi Filomena “a’ pazza” che getta nel vuoto cagnolini, pressoché ovunque a Parco Verde si trovano precedenti per rapina, spaccio, aggressioni, contrabbando, detenzione di armi. I giudici vengono minacciati, ai testimoni tirano molotov, i padri violentano bambine di 3 anni davanti alla madre.

Basta leggere la cronaca e guardare le date

Alla luce di questa panoramica, l’affermazione dell’assassino secondo cui la sorella era stata infettata  ma “prima era normale” non è più solo idiota od omofoba: è sinistra. Perché è la voce di un altro mondo, dove la comunità di Mordor giudica e condanna un trans e/o una relazione omosessuale tanto da spingere un uomo al fratricidio. A questo punto è logico reputare due che si vogliono bene come infetti e investirli alla stregua di zombie.

Quindi certo, il pronome usato dai giornalisti è una problema pressante e mi auguro l’inasprimento delle pene per i crimini legati all’omostransfobia saranno un deterrente per gente che investe la propria sorella e la lascia sola ad affogare nel proprio sangue pur di picchiare un tizio, ma temo non andrà così. In zone come Parco Verde – e in Italia ce ne sono tante, dal nord al sud – non ci sono le stesse leggi e le stesse morali che conosciamo.

Lo Stato fa quello che può con quello che ha, nella “nuova Scampia” nell’attesa che qualcuno si decida a farci una fiction di successo.

L'autore: Nicolò Zuliani

Veneziano, vivo a Milano. Ho scritto su Men's Health, GQ.it, Cosmopolitan, The Vision. Mi piacciono le giacche di tweed.
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