Acquisto auto in leasing: come venderla e diritti-doveri

Pubblicato il 17 Settembre 2020 alle 12:14 Autore: Claudio Garau
Acquisto auto in leasing: come venderla e diritti-doveri

Acquisto auto in leasing: come venderla e diritti-doveri

L’acquisto auto costituisce sempre un esborso non indifferente, tanto che molto spesso bisogna trovare una via di mezzo che possa conciliare le proprie preferenze con i prezzi del mercato. Va pur ricordato però che quest’ultimo negli ultimi mesi ha registrato una notevole flessione e calo di vendite, a causa dell’emergenza coronavirus e del lockdown che ne è seguito. Ma esiste una qualche alternativa conveniente alla comune compravendita di automobili? Vediamo di seguito il leasing, applicato al settore auto, e cerchiamo di capire come funziona la vendita di un veicolo con questa modalità. Facciamo chiarezza.

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Acquisto auto e leasing: come non confondere con il noleggio a lungo termine

Comprare un veicolo a quattro ruote rappresenta una spesa da sommare a quelle per i figli, per la famiglia, per la casa, per i generi alimentari, e per tutte le necessità quotidiane cui si va incontro. Ecco allora che accanto alle modalità tradizionali di acquisto auto, hanno un certo seguito anche altre come l’acquisto di un veicolo aziendale, o di un auto usata, ma facendo attenzione al rischio dei chilometri auto scalati, come già abbiamo chiarito qui.

Va però anche ricordato che negli ultimi anni, il rapporto tra automobilista e veicolo è piuttosto cambiato ed anche in Italia, sulla scorta della positiva esperienza dei paesi anglosassoni, ha trovato applicazione il leasing legato al settore delle auto. In buona sostanza, si è passati dall’idea di “proprieta’” del mezzo a motore, comprato grazie ad un regolare contratto di vendita, all’idea di “possesso”: non un immediato passaggio di proprietà al nuovo titolare, dunque, ma un trasferimento del “possesso” del veicolo, per una certo lasso di tempo.

Se parliamo di leasing in materia di acquisto auto, non dobbiamo confonderlo però con il noleggio a lungo termine, ovvero un contratto che, quando terminato, non dà al cliente alcun diritto sul bene in oggetto. Con il noleggio, il guidatore non ottiene la proprietà del mezzo, bensì il possesso che, di solito prosegue per un massimo di 5 anni. Alla scadenza, il mezzo va riconsegnato alla società concedente, che ne resta proprietaria.

Il contratto di leasing, invece, si differenzia dal citato noleggio ed è una interessante alternativa al più classico acquisto auto, poichè prevede che, dopo un lasso di tempo prefissato (in genere un biennio), l’acquirente abbia il diritto di riscatto, e perciò di optare se intestarsi il bene come proprietario, versando la cifra del valore rimanente, oppure se restituirlo e procedere con un nuovo contratto con un’altro mezzo più nuovo. Insomma con il leasing, l’acquisto auto è posticipato e meramente facoltativo. Per queste ragioni, il leasing è comunemente definito “contratto di affitto con patto di futura vendita”, vale a dire una via di mezzo tra acquisto auto tradizionale e noleggio del mezzo.

Va altresì rimarcato che oggi il mercato dell’auto cerca di offrire soluzioni sempre più variegate, convenienti ed in grado di venire incontro alle varie esigenze di chi intende utilizzare un’auto: ecco allora che troviamo alternative che intrecciano le modalità di leasing e noleggio, con contratti di diverse durate.

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Gli elementi chiave del leasing applicato alle auto

Alla luce di quanto appena detto, ricostruiamo in modo schematico il contratto di leasing applicato al settore dell’acquisto auto, in modo da chiarire quali sono i diritti e doveri in gioco.

Ebbene, in base a quanto sancito dalla legge, i soggetti del rapporto di leasing sono due, ovvero locatario (colui che dà il bene in leasing) e l’utilizzatore (colui che se ne avvale per un certo lasso di tempo). Il primo ovviamente non concede l’utilizzo dell’automobile in modo gratuito, ma soltanto a seguito di versamento di un canone mensile. Conclusosi il periodo di leasing, come detto, l’automobilista può decidere o di riconsegnare l’auto, o di comprarla.

Le citate parti si accordano facendo riferimento ai seguenti elementi chiave:

  • versamento di un anticipo iniziale,  pari a una percentuale del valore totale del bene (tra il 10 e il 20%); è anche chiamato “maxi-rata”, e rappresenta una sorta di garanzia per il versamento della quota mensile;
  • pagamento del canone di affitto del mezzo a motore per un certo lasso di tempo pluriennale. Tale canone in genere include le spese di assicurazione, di locazione, di manutenzione del mezzo e di bollo auto;
  • restituzione del mezzo al termine del contratto, senza oneri economici aggiuntivi, oppure riscatto dell’auto: in particolare, in questa ultima ipotesi, si ha un acquisto auto posticipato, dato che l’utilizzatore versa una rata finale, con la quale in pratica ottiene la titolarità del mezzo. Il vantaggio, in queste ultime circostanze, è che l’automobilista compra il veicolo ad una cifra comunque inferiore a quella di mercato, e dunque risparmia.

Concludendo, come già sopra accennato, le formule contrattuali in materia oggi sono davvero svariate: abbiamo, ad esempio, contratti all inclusive nei quali le società di leasing coprono la maggior parte dei costi, per venire incontro alle esigenze dei clienti, ma non solo. Il mercato del leasing auto è vivace e di prospettiva, tanto che molti osservatori affermano che potrà cambiare sensibilmente tutto il settore automotive e il consumo di veicoli a motore.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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