L’Ordine del Tempio solare, quand’era di moda suicidarsi

Pubblicato il 5 Ottobre 2020 alle 18:12 Autore: Nicolò Zuliani

Il problema degli adolescenti di oggi è che passano troppo tempo con i videogiochi. Coi testi sacri andava meglio, vedete?

Siamo negli anni ’90, dove ogni cosa è finta a tali livelli da essere, oggi, una parodia. La musica degli adolescenti è in realtà una truffa piramidale. I portali Internet sono spacciati per futuro. Nei porno il silicone ha volumi mai più eguagliati. I muscoli degli attori sono fuori da ogni serietà. In Francia, Luc Jouret è un omeopata filonazista che si interessa a medicina alternativa, iridologia e venera i santoni filippini che estraggono il male dai pazienti a mani nude.

Finalmente torna a casa, dove ogni sciroppato prima o poi arriva: la religione.

Negli anni ’90 le sette erano una specie di rotary club per deragliati mentali e derelitti che non potevano entrare nei country club. Nel 1983 Jouret entra nella setta dell’Ordine Rinnovato del Tempio e viene subito nominato gran maestro previa ingente donazione. L’anno dopo non fa il versamento e viene espulso.

Lasciamolo qui.

Joseph “Jo” Di Mambro è un uomo di prim’ordine: gioielliere già incarcerato per truffa, si era appassionato allo spiritismo e alla magia nera negli anni ’50, e in galera si era radicalizzato: appena uscito si era arruolato nel Servizio di Azione Civica, una specie di think tank fondato dallo stratega politico di Berlusconi, Charles Pasqua.

Mentre Pasqua procedeva spedito verso le patrie galere, Di Mambro aveva lasciato il gruppo assieme a Michael Tabachinik, direttore d’orchestra e compositore di acclarata fama, che nel tempo libero parlava con il fantasma di Beethoven. Decidono di fondare una setta composta da loro due: la chiamano prima Golden Way, poi Clum Amenta, poi Atlanta.

Poi incontrano Luc Jouret

Ai loro occhi, Joret era uno serio. Dopotutto era stato il gran maestro della rinomata setta dell’Ordine rinnovato del Tempio. Gli propongono di fondare una setta in tre, e nasce così l’Ordine cavalleresco internazionale Tradition Solaire. Di Mambro si occupa delle finanze, Jouret va in giro a reclutare gente, Tabachinik fa lo specchietto per le allodole grazie al suo talento musicale.

Ora devono solo decidere cosa propone la setta, ed è difficile trovare un filo logico dopo dieci anni di vaniloqui e farneticazioni. Con grande impegno viene stilato uno statuto. L’idea è quella di camminare tra gli uomini, trovare e riunire un’elite di prescelti che, dopo lungo studio delle Scienze occulte, diventerà un monaco capace di perpetuare la propria coscienza e la sua vita attraverso il tempo e lo spazio. Costruire e preparare dei monasteri, detti Centri di vita, dove accogliere e preparare i nuovi adepti. Diffonderli nel mondo e crearli ovunque in moda da aiutarsi l’un l’altro, ovviamente sotto una gerarchia inossidabile.

Insomma, se paghi ti diamo degli opuscoletti, lavori gratis per noi e diventi immortale.

Balordi da ogni angolo di Francia accorrono, attratti dall’offerta allettante. Siccome nel templio la persona più normale parla da sola, basta pochissimo perché durante le cerimonie si materializzi di tutto: sono documentate da numerosi testimoni apparizioni di maestri, del sacro Graal a mezz’aria, la spada Excalibur in mano al sacerdote, i dodici apostoli mentre fluttuano sull’altare, qualche volta persino Cristo in persona.

Purtroppo sono trucchetti di magia realizzati dalla moglie di Jo con fumogeni, luci laser e musica sparata a volumi mostruosi.

Se i primi adepti erano semplici pazzi, la qualità degli adepti crolla in breve tempo. Una notte si presenta alla porta del tempio Dominique Bellaton, una ragazzina tossica inseguita dagli spacciatori che vogliono trucidarla.

È la benvenuta.

Di Mambro la presenta agli adepti come la prescelta. Lei resta molto colpita dall’ascendente che ha sugli altri e si integra benissimo nella setta, ovvero concupisce il capo. Jo si accorge con orrore di averla ingravidata, e prepara il terreno con gli adepti parlando di “Bambino cosmico” e “concezione teogamica”, poi li riunisce, distende Dominique su un altare e appoggia sulla sua pancia la punta di una spada, da cui scaturisce una luce laser. È fatta, la donna ora è incinta. Applausi e sigari, poi si torna a lavorare le solite 14 ore.

Dieci anni dopo, le cose vanno male

Era chic farne parte, ma la gente ormai sul lastrico è stanca di vivere schiavizzata e maltrattata, e chiede indietro i propri risparmi che aveva versato “come gesto di fiducia”. Non ci sono più, naturalmente: Jo e i suoi amici li hanno spesi vuoi in beni di lusso da supercafoni, vuoi in truffe piramidali.

I grandi maestri si trovano circondati da idioti spennati e incattiviti, senza poter chiedere aiuto alla polizia che anzi, è sulle loro tracce. Nel 1993, Luc Joret viene condannato per detenzione abusiva di armi da fuoco a risarcire 1000 dollari. È solo questione di tempo prima che gli ex schiavi aprano la bocca.

È ora del transito verso Sirio

I primi transitano a settembre 1994. Tre appartenenti alla setta in Quebec, determinati a sbugiardare i grandi maestri, ardono vivi in uno chalet di montagna dopo che altri due membri lo avevano minato con bombe incendiarie. I due assassini tornano in albergo e si sparano.

Il secondo viaggio è a ottobre. In Svizzera, nel canton Vellinese, trovano venticinque persone avvolte in un panno bianco, morte tramite iniezione di benzodiazepine, oppio e curaro. Altre 23 ne trovano a Cheiry, nel cantone di Friburgo, ma queste hanno transitato perlopiù con un proiettile in testa, tranne due che sono stati soffocati con sacchetti di plastica.

Il mondo comincia a chiedersi che diavolo succede

In Canada un ex appartenente alla setta riceve una telefonata dove gli dicono di presentarsi in un certo posto a una certa ora, dove riceverà i soldi che avanza. Lui guarda il telegiornale e dice “hmm, no”. Si salva la vita, ma è un’eccezione. A dicembre 1995, a Saint Pierre de Cherennes, l’ispettore di polizia e il suo migliore amico vanno in una radura con gli altri adepti, gli fanno assumere sedativi e li giustiziano con un colpo alla nuca, tra cui tre bambini di neanche dieci anni. Fanno un grande falò e li gettano dentro, poi li seguono, gettandosi nelle fiamme e sparandosi.

Gli ultimi arrivano a marzo 1997, in Qebec. Due famiglie tentano di suicidare i propri figli adolescenti, che però ben conoscono la religione dei genitori, e tramite giri di parole e opera di persuasione riescono ad aver salva la vita, mentre gli adulti transitano verso Sirio.

L'autore: Nicolò Zuliani

Veneziano, vivo a Milano. Ho scritto su Men's Health, GQ.it, Cosmopolitan, The Vision. Mi piacciono le giacche di tweed.
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