Cashback 2020: funzionamento e cumulabilità. Ecco i dettagli

Pubblicato il 10 Dicembre 2020 alle 16:39 Autore: Claudio Garau
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Cashback 2020: funzionamento e cumulabilità. Ecco i dettagli

In questi giorni è molto in voga e si parla spesso di piano cashback 2020, ovvero quel progetto dell’Esecutivo specificamente mirato a consentire ai privati consumatori di avere un rimborso sulle spese fatte nel periodo delle feste. E’ partito dall’8 dicembre e, tuttavia, non vi è ancora assoluta chiarezza su quelle che sono le spese incluse in detto beneficio.
Cerchiamo allora di fare luce sull’argomento e di spiegare a che cosa l’acquirente ha diritto.

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Cashback: di che si tratta in concreto?

Il cashback servirebbe, secondo le intenzioni dei promotori, a favorire il commercio e la ripresa dell’economia, specialmente nel periodo delle feste natalizie. E’ una sorta di ‘bonus’, ovvero un rimborso del 10% sugli acquisti fatti entro il 31 dicembre 2020, fino a un massimo di 150 euro.

Si tratta invero di un test sperimentale, e il cosiddetto «cashback di Natale» rappresenterebbe, in buona sostanza, l’anticipazione del più ampio programma di cashback del 2021. Rimarchiamo che, in ambo le fasi, il valore massimo di una singola operazione per cui scatta il rimborso corrisponde a 150 euro, e non c’è invece un importo minimo.

Nella lingua inglese, la parola ‘cashback’ intende un certo di tipo di sconto attraverso il quale il commerciante riconsegna una parte del denaro versato per l’acquisto di un determinato prodotto. La differenza è che in questo caso è il Governo e non il venditore a rimborsare il cliente
consumatore: ciò allo scopo di incentivare le transazione elettroniche e, in generale, a spingere ad una ripresa dei commerci e quindi dell’economia
in generale.


Il piano cashback 2020 è stato incluso all’interno dell’app IO, ossia l’applicazione sviluppata da PagoPA S.p.A. per consentire al cittadino di interfacciarsi agevolmente con i servizi della Pubblica Amministrazione. L’interessato dovrà però possedere le credenziali SPID o una carta d’identità elettronica (CIE) collegata al proprio PIN, ottenuto alla data del rilascio.

Attenzione però: per essere considerati idonei a incassare il citato rimborso, ovvero il 10% per cashback di Natale è necessario che l’interessato abbia compiuto, nel periodo intercorrente tra l’8 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2020, un minimo di 10 pagamenti cashless, ovvero con le modalità di pagamento inserite in fase di registrazione nell’app IO. Deve insomma trattarsi di acquisti effettuati con Pos e utilizzando:

  • carta di credito
  • Bancomat
  • altre carte di debito
  • carte prepagate
  • app

Non tutto finora è filato liscio: infatti, il flusso continuo di iscrizioni al servizio, registratosi negli ultimi giorni, ha mandato in tilt in sistema informatico su cui si basa il meccanismo del cashback: ecco dunque perchè c’è già chi ipotizza un’estensione del periodo in cui fare acquisti, oltre il 31 dicembre.

Cashback: quali acquisti danno diritto a questa agevolazione e quali sono esclusi

A questo punto, possiamo rispondere alla domanda clou sull’argomento, ossia un interrogativo che interesserà tutta la platea degli interessati: quali sono le spese o acquisti che consentono di ottenere il citato rimborso pari al 10%? Ebbene, il piano cashback 2020 prevede il rimborso esclusivamente in relazione agli acquisti compiuti nei negozi fisici, pertanto non sono ammesse deroghe e non vale in nessun caso per i pur ormai diffusissimi acquisti on-line.


Lo scopo è intuibile: nelle transazioni sul web già sono obbligatori i metodi di pagamento elettronici, mentre il bonus in questione vuole spingere
il maggior numero di persone ad eliminare l’utilizzo del denaro contante, optando per la carta anche nei negozi fisici.

Chiarito che deve trattarsi soltanto di transazioni elettroniche, ecco di seguito su quali servizi e su quali prodotti vale il meccanismo del cashback:

  • cibi e bevande;
  • prodotti di abbigliamento;
  • bar e ristoranti;
  • spese per il carburante;
  • parrucchieri e servizi di centri estetici;
  • elettrodomestici e prodotti di elettronica;
  • farmaci e spese di ambito medico;
  • conti di artigiani e professionisti in generale (avvocati, gommisti, artigiani, idraulici ecc.).

In estrema sintesi, vediamo per completezza anche quali sono le transazioni comunque escluse, oltre a quelle svolte online su siti di e-commerce:

  • i pagamenti periodici come quelli delle bollette, con addebito su carta o c/c;
  • le operazioni compiute tramite sportelli ATM;
  • bonifici SDD per gli addebiti diretti su c/c;
  • acquisti utili allo svolgimento di attività imprenditoriali, professionali o artigianali (ad es. nuove attrezzature o nuovi prodotti per l’ufficio);

E’ prevista la cumulabilità delle agevolazioni

Vale la pena ricordare un dato interessante: a differenza della lotteria degli scontrini di prossima introduzione, il cashback, ammette anche le spese che danno diritto a detrazioni e deduzioni fiscali. Su questo non ci sono più dubbi, tutti ormai fugati dai siti web dell’app IO – che serve per accedere al bonus – e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Insomma, vale la cumulabilità dei benefici, per cui – ad esempio – chi acquista prodotti in farmacia, si potrà avvalere di un doppio bonus:
ossia le detrazioni del 19% da un lato e il cashback del 10%, dall’altro. Quest’ultimo, in particolare, sarà riconosciuto direttamente, ed in poche settimane, sul c/c del cliente che usa il metodo di pagamento con carta o app.

In ogni caso, è tuttavia consigliabile domandare all’esercente se il circuito di pagamento di cui si avvale è ricompreso nel meccanismo cashless di Natale.

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Come e quando viene incassato il rimborso del 10%

Il rimborso del 10% di quanto speso, fino ad un massimo di 150 euro, sarà versato in automatico nel proprio c/c nel prossimo febbraio 2021, a condizione che siano stati raggiunti almeno 10 acquisti con transazione elettronica in un negozio fisico. Il conto di riferimento è quello del quale è stato inserito l’IBAN al momento di registrazione nell’app IO.

Concludendo, il test sperimentale – visti i dati di utilizzo del meccanismo – pare già essere un successo, quanto meno in termini di ‘presa’ sull’utenza. Non resta dunque che attendere qualche settimana, per avere tutti i numeri definitivi dell’iniziativa.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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