Vincenzo Muccioli, SanPa e quel che non si può dire

Pubblicato il 5 Gennaio 2021 alle 15:55 Autore: Nicolò Zuliani

Santo o criminale, si domandano e dibattono in rete. Ma sarebbe il caso di evitare l’argomento, perché l’eroina e gli eroinomani sono un argomento complicato – e attuale.

Gianluca Neri, fu Macchianera, ha prodotto e sceneggiato una docufiction sulla comunità di tossicodipendenti di San Patrignano. Ne stanno discutendo tutti, alcuni con toni pacati, la stragrande maggioranza con toni estremi – cioè da Veri Uomini Puri – che condannano senza riserva i tossici o il padre padrone. Alcuni, nella sfera dei media, domandano come mai un privato abbia potuto avere accesso agli archivi Rai, che sono stati pagati da noi contribuenti e trasformati in materiale commerciale.

Di San Patrignano pochi conoscono l’esistenza, ma negli anni ’80 Vincenzo Muccioli era un personaggio famoso.

Per le sue mani sono transitati in molti, falcidiati dall’eroina che stava invadendo le strade dell’Italia rampante, troppo impegnata a idolatrare gente come Gardini, Agnelli e altri self made man. Nel 2020 la folla non tollera sfumature o verità complesse, quindi Muccioli è per forza di cose un santo o un orco in base alla propria ideologia politica.

Ora, Mestre ha una lunga tradizione della cosiddetta me*da che sa di vaniglia.

È la capitale nazionale, dopotutto. Ci sono più sequestri lì che a Napoli o a Bologna. In un anno sono morte 18 persone. La sniffano, la fumano, se la iniettano fin dal 1980, quando nel parco di via Einaudi, la sera, si vedevano le fiammelle degli accendini tanto che pareva un concerto. Nei miei 38 anni ho conosciuto parecchi tossicodipendenti; li ho visti partire sani e finire su una panchina, sui bordi dell’Osellino, in via dell’Elettricità a Marghera. Alcuni erano conoscenti, altri compagni di scuola, altri amici del Pool&Company.

Se devo dire la mia opinione riguardo a SanPa e Muccioli, è che sarebbe meglio evitare di dare opinioni.

L’eroina accomuna il figlio di ricchi al disperato, la casalinga di Voghera e il neolaureato, lo hippie e lo yuppie. Non c’è una singola causa scatenante che gli porta quello schifo in corpo e non c’è un solo metodo per tirarla fuori; quello perfetto per qualcuno è deleterio per un altro.

Ecco perché San Patrignano ha salvato alcuni e ucciso altri: metteva in pratica un metodo solo, incarnato nella persona di Muccioli. Alla folla di oggi resta da scegliere se contare i guariti o i seppelliti, e godere dell’enorme soddisfazione che si prova nel dare giudizi su chi non si può difendere.

Davide è stato trovato rannicchiato in un cespuglio sotto la pioggia a 47 anni. Marco invece ne aveva 55 e stava in un B&B. Due ragazzi nel bagno del centro Le Barche avevano vent’anni. Uno sotto il cavalcavia ne aveva 21. Nel palazzo vicino a dove abitavo io, uno di 27 anni è andato a letto e non s’è svegliato. Ci lottava da anni, sentivo le urla della madre quando rincasava o quando rubava oggetti per rivenderli. Non si può pensare che queste persone si potessero curare comportandosi nello stesso modo. Essendo esseri umani, sono diversi tra loro.

L'autore: Nicolò Zuliani

Veneziano, vivo a Milano. Ho scritto su Men's Health, GQ.it, Cosmopolitan, The Vision. Mi piacciono le giacche di tweed.
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