Superleague: di cosa si tratta, chi partecipa e conseguenze

Pubblicato il 19 Aprile 2021 alle 11:00 Autore: Guglielmo Sano
Superleague: di cosa si tratta, chi partecipa e conseguenze

Superleague: di cosa si tratta, chi partecipa e conseguenze

I maggiori club d’Europa si sono accordati per fondare una Superleague, in pratica, un campionato parallelo alle competizioni organizzate dalla Uefa, la federazione che regola il calcio continentale. Cosa prevede nello specifico il piano? Si prepara una sanguinosa battaglia.

Superleague: di cosa si tratta e chi partecipa

Tra i club italiani compaiono Juventus Inter e Milan, poi ci sono le inglesi Liverpool, Manchester United e Manchester City, Chelsea, Arsenal, Tottenham, non potevano mancare nemmeno top club come Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid, del progetto anche Bayern Monaco e Paris Saint Germain che, seppur invitate, non avrebbero ancora dato la propria disponibilità all’organizzazione di una Superleague: in pratica, un trofeo parallelo alla Champions League organizzata dalla Uefa. L’iniziativa di organizzare un campionato “chiuso”, un po’ sul modello delle leghe degli sport americani è destinato a innescare una sanguinosa battaglia tra l’Olimpo del calcio e la federazione continentale.

In pratica, i top club europei vogliono fondare una propria competizione: 15 partecipanti fissi e altri 5 scelti di volta in volta a seconda dei risultati ottenuti nel campionato nazionale. Nella Superleague non sarebbero previste retrocessioni ma due gironi di regular season e poi dei play off con protagoniste le squadre che arrivano in cima alla classifica di questi, come in Nba ed Nfl. Gli incontri del torneo si terrebbero durante la settimana, proprio come quelli della Champions: chiaro che senza i club più famosi, la competizione perderebbe quasi completamente il proprio appeal.

La Uefa si mette di traverso

Da diversi anni si parla dell’organizzazione di una Superleague, cioè di un torneo riservato ai top club europei che, a quel punto, potrebbero spartirsi nuovi introiti (sicuramente più consistenti di quelli garantiti dalla Champions League) ma anche ritorno d’immagine e potere, influenza “politica”. Il rischio di secessione stavolta sembra serio: designato Presidente della Lega Florentino Perez, ora al vertice dei blancos, mentre il patron juventino Andrea Agnelli comparirebbe tra i vicepresidenti. I top club sembrano intenzionati a stanziare per dare il via al progetto 3 miliardi e mezzo di euro. La Uefa si appresta a comunicare il nuovo formato della Champions League: nel frattempo, minaccia sanzioni per club e rispettivi giocatori (esclusioni dalle competizioni europee, blocco delle convocazioni in nazionale).

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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