USA2020, ritratto della candidata Tulsi Gabbard

Pubblicato il 4 Marzo 2020 alle 00:07 Autore: Riccardo Izzo

La sua storia personale

Nata nelle Samoa Americane, la Gabbard è figlia del politico conservatore Mike Gabbard. Dopo essersi trasferita da piccola nelle Hawaii, Tulsi crebbe in un ambiente multiculturale: suo padre era un samoano cattolico, mentre la madre una europea-americana di religione induista. Il nome di Tulsi deriva proprio dall’omonima pianta sacra per gli induisti. Da adolescente Tulsi scelse di professare la religione della madre e frequentò il liceo nelle Filippine.

Arruolatasi nella Guardia Nazionale, nel 2003 prestò servizio nella guerra in Iraq. Sempre nel 2009 tornò come militare nelle zone di guerra, particolarmente in Kuwait come ufficiale della polizia militare dopo essersi diplomata nel 2007 all’Accademia militare dell’Alabama.

La carriera politica

Nel 2002 la Gabbard venne eletta all’interno della legislatura statale delle Hawaii ma vi rimase per un solo mandato poiché inviata in Iraq.

Dieci anni dopo la Gabbard riuscì a sconfiggere avversari più noti di lei e divenne deputata in rappresentanza di un distretto hawaiano. Fu la prima induista e, insieme a Tammy Duckworth, anche la prima donna veterana di guerra ad essere eletta al Congresso.

Vice presidente del Comitato nazional democratico dal 2013 al 2016, è stata la prima donna “superdelegato” a sostenere Bernie Sanders durante le primarie del Partito Democratico del 2016.

L’11 gennaio 2019 Tulsi Gabbard ha annunciato la sua campagna per ottenere la nomination del Partito Democratico per le elezioni presidenziali del 2020.

Orientamento politico

È di orientamento progressista.

Politiche criminali: Sostiene la legalizzazione federale della cannabis ricreativa

Ambiente: propone la transizione all’uso al 100% di energia rinnovabile entro il 2035.

Istruzione: chiede la scuola universitaria gratuita per tutti gli americani e i college quadriennali gratuiti per gli studenti con un reddito familiare annuale inferiore a $ 125.000 (il finanziamento arriva in parte da una nuova tassa sulle transazioni finanziarie). Ha già appoggiato la proposta del senatore Bernie Sanders di tagliare o eliminare le tasse universitarie per la maggior parte degli americani.

Armi: sostiene maggiori controlli sugli acquirenti e i venditori e il bando della vendita dei fucili d’assalto.

Aborto: sostiene il diritto all’aborto, contraria all’interruzione di gravidanza negli ultimi 3 mesi.

Immigrazione: addossa la colpa dell’immigrazione di massa al confine col Messico all’interventismo americano nei paesi del sudamerica.

Economia: chiede l’aumento del salario minimo orario a $ 15.

Sociale: sostiene l’assistenza sanitaria universale, chiede di autorizzare il governo a negoziare con le società farmaceutiche per abbassare i prezzi dei farmaci da prescrizione.

Politica estera: critica della politica estera americana, specialmente per quanto riguarda Iraq, Siria e Libia. In generale sostiene una posizione non interventista nei confronti degli affari esteri, opponendosi, ad esempio, alla rimozione dal potere del leader siriano Bashar al-Assad da lei incontrato nel 2017. È fortemente contraria al ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sulle Forze Nucleari.

Nei sondaggi

Il poll aggregator nazionale di FiveThirtyEight la attesta all’1,3%.

Fundraising

Sono stati raccolti più di 13 milioni di dollari.