Elezione Presidente della Repubblica: si va verso il semi-presidenzialismo?

Pubblicato il 3 Novembre 2021 alle 12:16 Autore: Guglielmo Sano
Elezione Presidente della Repubblica: si va verso il semi-presidenzialismo?

Elezione Presidente della Repubblica: si va verso il semi-presidenzialismo?

Elezione Presidente della Repubblica: nelle ultime settimane sembra aver ripreso quota l’ipotesi che vede l’attuale Presidente del consiglio Mario Draghi prendere il posto di Mattarella al Quirinale. Qualcuno ha parlato di “semi-presidenzialismo de facto”: cosa significa?

Elezione Presidente della Repubblica: verso un “semi-presindenzialismo de facto”?

Elezione Presidente della Repubblica: mancano ancora tre mesi ma i partiti cominciano a fare i conti in vista dell’importante appuntamento. Nuove indicazioni provenienti da esponenti di spicco della maggioranza confermano le impressioni delle ultime settimane: nello specifico, sono state le parole del ministro della Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti (riportate, secondo le anticipazioni, nel prossimo libro del noto giornalista Bruno Vespa) a suscitare le attenzioni dei commentatori in queste ore.

“La soluzione sarebbe stata confermare Mattarella ancora per un anno. Se questo non è possibile, va bene Draghi, che potrebbe guidare il convoglio anche da fuori. Sarebbe un semipresidenzialismo de facto”, la significativa osservazione del titolare del MISE. In sostanza, quest’ultimo si riferisce alla possibilità che, in un contesto di estrema multi-polarizzazione dell’arco politico (fattore che renderà molto difficile accordarsi sul nome del prossimo inquilino del Quirinale), Draghi diventi Presidente della Repubblica ma con “funzioni allargate”, quasi esecutive (riguarderebbero la politica economica, par di capire), che di solito spettano al Governo (quando il Capo dello Stato riveste un ruolo super partes, di “garanzia” rispetto agli altri organi costituzionali).

Con Draghi al Colle, chi va a Palazzo Chigi?

Elezione Presidente della Repubblica: che Draghi possa andare al Colle sembra effettivamente un’ipotesi da considerare – soprattutto in chiave continuità della gestione dei fondi europei destinati alla ripresa. Tuttavia, che la sua nomina avvenga esplicitamente nei termini esposti, a quanto pare, da Giorgetti appare uno scenario quantomeno improbabile. Almeno in base al dettato della carta fondamentale.

Tuttavia, se davvero Draghi diventasse Presidente della Repubblica – con l’avallo dei partiti a tenere in mano le redini dell’economia nazionale – potrebbe contare sicuramente su una longa manus a Palazzo Chigi: infatti, da tempo le indiscrezioni riferiscono del ministro dell’Economia Daniele Franco, fedelissimo dell’ex BCE, pronto a raccoglierne l’eredità a capo dell’esecutivo che guiderà il paese fino al 2023 (in alternativa, verrebbe lasciato spazio al ministro della PA Renato Brunetta).  

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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