Prezzo benzina: aumento oltre due euro. Da cosa dipende? I dati

Pubblicato il 8 Marzo 2022 alle 08:30 Autore: Guglielmo Sano
Prezzo benzina: aumento oltre due euro. Da cosa dipende? I dati

Prezzo benzina: aumento oltre due euro. Da cosa dipende? I dati

Prezzo benzina alle stelle da diversi giorni: numerosi i distributori dove il costo del carburante ha abbondantemente superato quota 2 euro a litro. Il conflitto tra Russia e Ucraina è solo una delle cause anche se di certo può essere considerata tra le più determinanti rispetto all’ultimo aumento.

Prezzo benzina: aumento oltre i due euro. Da cosa dipende

Prezzo benzina: da diversi giorni molti distributori italiani mostrano un prezzo superiore ai due euro al litro. Nel dettaglio, la media nazionale vede il prezzo del diesel a 1,7 euro, quello della benzina intorno a 1,9 euro: tuttavia, si parla di modalità self-service, se si passa al “servito”, invece, si possono facilmente superare i due euro in entrambi i casi. Chiaramente sull’impennata degli ultimi tempi ha inciso in modo determinante il conflitto l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, uno dei maggiori produttori di energia del mondo.

È vero che il conflitto è solo uno dei fattori che hanno portato a questo considerevole aumento del costo dei carburanti: d’altra parte, è proprio la guerra a influenzare indirettamente altri fondamentali elementi. Per esempio, il prezzo del petrolio Brent (quello estratto dal Mare del Nord), uno dei più importanti standard sul quale si basa l’andamento del costo dei carburanti. Da inizio 2022 è aumentato del 10%, l’invasione dell’Ucraina ha ampiamente segnato questo trend. In generale, quando aumenta il prezzo del petrolio aumenta anche il prezzo dei carburanti.

Petrolio, cambio euro dollaro, non solo guerra in Ucraina

Prezzo benzina: l’aumento del prezzo del petrolio, però, non dipende soltanto dalla guerra in Ucraina. Infatti, a incidere è stata anche la decisione dell’Opec+, organizzazione che riunisce i maggiori paesi produttori, tra cui spicca proprio la Russia, di mantenere fisso l’obiettivo di 400mila barili al giorno: molto meno di quanto richiesto da altri paesi, con gli Usa in testa, allo scopo, appunto, di abbassare i prezzi. Inoltre, è il cambio euro dollaro ad aver determinare l’aumento del costo dei carburanti: l’indicatore è sceso a bassa quota intorno a 1,09.

In pratica, un euro vale 1,09 dollari: quando l’euro è più “forte” il prezzo di un barile di petrolio scende in modo consistente, al contrario, quando l’euro è debole il prezzo di un barile aumenta innescando un effetto domino sul prezzo del combustibile ma anche dei costi a questo collegati. Dunque, logistica, trasporto, introiti dei distributori, a cui vanno sommate anche le tasse. In Italia quelle sul carburante vengono considerate decisamente alte: rappresentano circa il 57% del prezzo finale della benzina, poco più del 53% per quanto riguarda il gasolio.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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