Concorsi docenti: riforma reclutamento ok in Cdm. Cosa prevede?

Pubblicato il 26 Aprile 2022 alle 09:54
Aggiornato il: 27 Aprile 2022 alle 22:35
Autore: Guglielmo Sano
Concorsi docenti: riforma reclutamento ok in Cdm. Cosa prevede?

Concorsi docenti: riforma reclutamento ok in Cdm. Cosa prevede?

Concorsi docenti: cambiano le regole per il reclutamento – ma anche per la formazione – degli insegnanti di scuole medie e superiori con la riforma recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri.  Le modifiche all’iter per tagliare con il precariato storico: saranno tre i possibili percorsi da seguire per entrare di ruolo.

Concorsi docenti: tre i percorsi per sedersi in cattedra

Concorsi docenti: via libera del Cdm alla riforma relativa all’iter di reclutamento degli insegnanti di scuole medie e superiori (per insegnare in quelle dell’infanzia e alle elementari resta sufficiente la Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Scienze della Formazione Primaria), una delle sei previste dal Pnrr al capitolo Istruzione.

Diventeranno 3 i percorsi per ottenere un posto di ruolo: il primo prevede il conseguimento della laurea magistrale insieme, però, a 60 Cfu in materia antro-psico-pedagogiche, un tirocinio diretto (presso una scuola) e uno indiretto dal valore di 20 Cfu. Quindi, bisognerà sostenere un esame: prova scritta e lezione simulata. Superato quest’ultimo si sarà abilitati alla docenza e si potrà partecipare da subito ai concorsi “semplificati”: se si supera anche il concorso si entra di ruolo al superamento di un anno di “prova”.

Percorso post laurea e accesso diretto per i precari

Concorsi docenti: in base alla riforma del reclutamento quello appena descritto dovrebbe diventare il percorso principale per diventare insegnanti di scuole medie e superiori. Tuttavia, almeno fino al 31 dicembre 2024, si potrà accedere alle selezioni pubbliche anche se durante il percorso universitario si sono conseguiti solo 30 Cfu (ma ci si impegna a conseguirne altrettanti duranti il primo anno di insegnamento, ovviamente, in caso di superamento della prova).

Infine, sarà previsto anche un percorso appositamente dedicato ai precari “storici”, cioè coloro che hanno almeno 36 mesi di servizio negli ultimi 5 anni: soddisfatto questo requisito si potrà accedere direttamente ai concorsi.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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