Rosatellum: la partita dei collegi. Come funziona il voto

Pubblicato il 1 Agosto 2022 alle 10:35 Autore: Guglielmo Sano
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Rosatellum: la partita dei collegi. Come funziona il voto

Anche alle Politiche del prossimo 25 settembre 2022, proprio come 5 anni fa, si voterà con il Rosatellum. In base alla legge elettorale, adattata al risultato del Referendum sul taglio dei parlamentari del 2020, una parte importante dei seggi sarà assegnata con sistema maggioritario. Come funziona?

Rosatellum: l’importante partita dei collegi

Il prossimo 25 settembre si voterà con il Rosatellum, la stessa legge elettorale con cui si è votato nel 2018. D’altra parte, i calcoli si dovranno adattare alla nuova composizione del Parlamento per come decretata dal Referendum sul taglio di deputati e senatori del 2020: i seggi da assegnare alla Camera saranno 400, quelli da assegnare al Senato 200 (in pratica, un terzo in meno rispetto a quelli dell’attuale legislatura). Scendendo nel dettaglio, il Rosatellum è un sistema “misto”.

in sostanza, l’assegnazione dei seggi avviene in parte con sistema maggioritario (221 seggi in tutto, 147 alla Camera, 74 al Senato) e in parte – quella più consistente: 367 seggi, 245 alla Camera, 122 al Senato – con sistema proporzionale. Dunque, i seggi che andranno ai partiti verranno assegnati in base alla percentuale di voti raccolta a livello nazionale per la Camera e a livello regionale per il Senato ma anche sulla base dei voti presi dai partiti nei singoli collegi (vince il candidato che ne prende più degli altri). Per questo motivo si può dire che il Rosatellum è una legge elettorale che in linea di massima favorisce le alleanze, le coalizioni tra più partiti.  

Come funziona il voto nei collegi?

Rosatellum: come funziona il voto nei collegi? In un collegio – quelli relativi al Senato sono più estesi di quelli relativi alla Camera visto che sono molti meno – vince il candidato, sostenuto da un partito o da una coalizione, che prende più voti. L’elettore potrà apporre sulla scheda (una per la Camera e una per il Senato) un segno sul simbolo di una coalizione o di un partito che ne fa parte in tal modo il voto andrà a quel partito per la parte proporzionale e al candidato che sostiene per la parte maggioritaria.

Altrimenti potrà apporre un segno solo sul nome del candidato: il voto proporzionale in questo caso andrà al partito che lo sostiene o sarà distribuito tra i partiti della coalizione che lo sostiene. Non sarà previsto il voto disgiunto: cioè non si potrà votare per un candidato e per un partito/coalizione diverso da quello che lo sostiene.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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