Ecobonus 2024: come funziona? Requisiti, detrazione, domanda (aggiornamento 25 NOVEMBRE)

Pubblicato il 25 Novembre 2023 alle 07:03 Autore: Guglielmo Sano

Ecobonus 2024: prorogato per un altro anno. Regole

Ecobonus 2024: come funziona? Requisiti, importo detrazione, domanda

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Ecobonus 2024: prorogato per un altro anno. Regole. Ecobonus 2024: l’incentivo che permette di portare in detrazione parte delle spese relative al miglioramento delle performance energetiche degli edifici sarà operativo anche per tutto il prossimo anno. Quali sono gli interventi che permettono di sfruttarlo? A quanto ammonta la detrazione? Come e in quanto tempo si recupera? Uno sguardo veloce alle regole fondamentali.

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Ecobonus 2024: prorogato fino al 31 dicembre 2024

Ecobonus 2024: con la Legge di Bilancio arriverà anche una conferma per l’incentivo dedicato alla riqualificazione energetica degli edifici. Verrà prorogato per tutto l’anno prossimo (validità dal primo gennaio 2023 al 31 dicembre 2024). Il Bonus permette di ottenere uno sconto Irpef per numerose tipologie di interventi volti a migliorare le performance energetiche di singole unità abitative: in tal evenienza la detrazione oscilla tra il 50% e il 65% della spesa sostenuta.

Invece, ci si muove tra il 70% e l’85% per le parti comuni dei condomini ma in questo caso devono essere associati anche dei lavori di miglioramento delle prestazioni anti-sismiche. Lo sconto maturato si recupera solo ed esclusivamente attraverso la dichiarazione dei redditi (righe E61 e E62 del Quadro E nel 730, sezione I del quadro RP nel modello Redditi) in tranche annuali lungo un periodo di 10 anni (in pratica, non è più consentito né lo sconto in fattura né la cessione del credito a soggetti terzi). Chiaro che tutte le spese devono essere sostenute con mezzi tracciabili.

Per quali lavori si può sfruttare?

Ecobonus 2024: l’incentivo permette di recuperare il 50% della spesa per lavori che riguardano la sostituzione di finestre e infissi, installazione di schermature solari, di caldaie a biomassa ma anche a condensazione (classe A). La detrazione al 65% si applica per tutti gli altri tipi di interventi: installazione di pompe di calore, scaldacqua a pompa di calore, pompe di calore integrate a caldaie di condensazione, coibentazione dell’involucro opaco, collettori solari per produzione di acqua calda, sistemi di controllo centralizzato dell’utilizzo di energia.

L’importo massimo detraibile varia a seconda dell’intervento: ci si muove tra i 30mila e i 100mila euro a seconda del lavoro effettuato. Sarà bene per chi intende sfruttare l’incentivo valutare prima la propria capienza fiscale, ovvero l’ammontare di Irpef dovuta (che dovrà essere superiore all’importo che si avrà la possibilità di portare in detrazione). Fondamentale, infine, anche la comunicazione dei lavori all’ENEA entro la prima scadenza relativa all’invio della dichiarazione dei redditi.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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