Germania, Merkel stravince, nodo alleanze

Pubblicato il 22 Settembre 2013 alle 14:55 Autore: Gabriele Maestri
unione europea

Germania, Merkel stravince, nodo alleanze

Per Angela Merkel è vero trionfo, salvo che per un “piccolo” particolare. Le proiezioni parlano di un 42,3% per l’unione di Cdu e Csu, una quota che non veniva raggiunta da vent’anni: il merito è soprattutto della prima donna cancelliera che si appresta a iniziare il suo terzo mandato (come lei solo Konrad Adenauer e Helmut Kohl) e della politica adottata da lei durante la crisi dell’euro.

Malissimo invece i liberali della Fdp, attualmente alleati della Merkel, che portano a casa soltanto il 4.5% e restano fuori dal Bundestag: non accadeva dal 1949. Rischia ancora l’esclusione il “partito anti-euro” Alternative fuer Deutschland (AfD), che nelle proiezioni ha il 4,9%: se tuttavia superasse la soglia di sbarramento del 5%, per prima volta entrerebbe in Parlamento un partito a destra della Cdu-Csu, che potrebbe influenzare la linea del governo nella politica europea.

Angela Merkel dunque gioisce (e al suo quartier generale ha abbracciato chiunque) ma i liberali le creano un problema non da poco: le stesse proiezioni, infatti, le attribuiscono 302-303 seggi, uno o due in meno della quota di maggioranza assoluta (almeno i dati della Zdf; le rilevazioni fornite da Ard dicono che i seggi mancanti sono 5).

Si era parlato nei giorni scorsi della possibilità di una grosse koalition con i socialdemocratici della Spd, ma è un’opzione non troppo quotata: il partito era già uscito (elettoralmente parlando) con le ossa rotte dall’esperienza di grande coalizione del primo cancellierato Merkel e ora, avendo avuto solo il 25,7%, teme di essere seriamente schiacciato da una forza che ha vinto a mani basse.

Il candidato socialdemocratico Peer Steinbrueck ha se non altro recuperato quasi tre punti rispetto alla debacle del 2009, ma non è riuscito a imporsi anche perché il suo potenziale alleato, i Verdi, i tre punti li ha persi, fermandosi all’8,1%. Solo quando i risultati saranno certi, tuttavia, inizieranno i colloqui per vagliare le possibili alleanze e le intenzioni dei gruppi (a partire da Spd e Verdi).

(Per leggere la diretta delle elezioni cliccate su “3”)

L'autore: Gabriele Maestri

Gabriele Maestri (1983), laureato in Giurisprudenza, è giornalista pubblicista e collabora con varie testate occupandosi di cronaca, politica e musica. Dottore di ricerca in Teoria dello Stato e Istituzioni politiche comparate presso l’Università di Roma La Sapienza e di nuovo dottorando in Scienze politiche - Studi di genere all'Università di Roma Tre (dove è stato assegnista di ricerca in Diritto pubblico comparato). E' inoltre collaboratore della cattedra di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Parma, dove si occupa di diritto della radiotelevisione, educazione alla cittadinanza, bioetica e diritto dei partiti, con particolare riguardo ai loro emblemi. Ha scritto i libri "I simboli della discordia. Normativa e decisioni sui contrassegni dei partiti" (Giuffrè, 2012), "Per un pugno di simboli. Storie e mattane di una democrazia andata a male" (prefazione di Filippo Ceccarelli, Aracne, 2014) e, con Alberto Bertoli, "Come un uomo" (Infinito edizioni, 2015). Cura il sito www.isimbolidelladiscordia.it; collabora con TP dal 2013.
Tutti gli articoli di Gabriele Maestri →