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pubblicato: giovedì, 7 novembre, 2013

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Legge stabilita’, Letta: “Tre miliardi per la crescita”

Legge stabilita’, Letta: “Tre miliardi per la crescita”

“Il coraggio ce l’ho e ce lo metto tutto, ma chi governa oggi l’Italia deve dimostrare molta, molta serietà e responsabilità”. Non ha intenzione di indietreggiare Enrico Letta: al netto della bufera Cancellieri e del baccano interno alle due forze principali della maggioranza (Pd e Pdl), ci tiene al suo esecutivo e fa il possibile per difenderlo.

In partenza per Dublino, dove andrà a sostenere le ragioni di una crescita dell’Europa oltre l’austerità, il premier ha incontrato ieri sera i parlamentari del Pd: “Gli ultimi sei mesi sono stati una corsa a ostacoli. A ogni ostacolo superato abbiamo dovuto pensare all’ostacolo successivo” – spiega Letta – “Il 2013 è ancora un anno segnato dalle scelte della precedente legislatura, il 2014 sarà compiutamente l’anno delle scelte di questo governo”.

Davanti ai suoi, ha poi difeso la legge di stabilità cercando di neutralizzare i malumori: “Per la prima volta facciamo un bilancio che non si apre con un capitolo di tagli e si inizia una discesa della pressione fiscale per imprese e famiglie – ricorda il Presidente del Consiglio – E per la prima volta la manovra non è una strada obbligata da rispettare, perché ce lo dicono le regole europee”.

Letta

Certo, aggiunge, “ci aspettiamo che il Parlamento possa migliorarla” ma forse “si sono accumulate eccessive aspettative, fonte di taluni problemi”. Il riferimento è al cuneo fiscale e all’intervento da circa 5 miliardi sul costo del lavoro: a chi destinare il “tesoretto”? “Ci sono due strade. Si può restringere la platea per dare più respiro a chi ne usufruisce – chiarisce Letta – o si può dire che una riduzione forte la faremo quando ritorneranno risorse, per esempio dalla Svizzera, e in quel caso potremmo utilizzare i 5 miliardi per spese sociali”. Su una cosa non si cede, il vincolo del 3%: proprio grazie ai conti virtuosi “abbiamo un bonus di 3 miliardi di euro che possiamo utilizzare per la crescita”.

Per dimostrare poi che “la legge di stabilità non è come la vecchia finanziaria, non è l’unico veicolo in cui far viaggiare le nostre proposte per la crescita” ecco arrivare un disegno di legge collegato. La bozza, composta di 16 articoli,  si intitola ‘Ddl concernente disposizioni in materia di sviluppo economico e semplificazione’ e prevede per gli anni 2014, 2015 e 2016 l’azzeramento delle spese di trasferimento dei conti correnti degli italiani, oltre che tagli sulle bollette (riduzioni del peso degli oneri impropri per un 15-20%) e incentivi per le aziende che investono in ricerca, digitalizzazione e ammodernamento tecnologico per un valore di circa 200 milioni di euro.

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